Che non si sia facendo la scoperta dell’acqua calda è noto a tutti, ma le difficoltà che il Milan ha nel trovare la via del gol sono un segnale di qualcosa che oramai da troppo tempo, anche durante una stagione fino ad ora comunque positiva, si protrae. Non può e non deve essere la sconfitta di Roma il segnale che qualcosa non vada, e probabilmente questo Max Allegri lo sapeva già.
Da anni gli attaccanti che arrivano a Milanello, fatta eccezione per la parentesi Giroud, che per tre stagioni ha fatto ricordare ai milanisti cosa significhi avere un attaccante in grado di interpretare appieno il ruolo del “numero 9“, sembrano entrare in una sorta di spirale di negatività che li ha condotti a non performare come avrebbero dovuto. Passando da Higuain, a Piatek fino ad arrivare a Morata e adesso Gimenez, il Milan non è mai riuscito negli ultimi ad affidarsi ad un vero bomber in grado di segnare dalle 15 reti in su, un dato preoccupante in casa Milan.
Con l’infortunio di Santiago, anche lui mai davvero integrato nel progetto, Nkunku sta avendo le sue possibilità, che però al momento sta cestinando. Fatta eccezione per la meteora del gol siglato in Coppa Italia con il Lecce, l’attaccante francese, oltre a non aver ancora trovato il giusto spazio, non sembra proprio trovarsi a suo agio nei due davanti, non riuscendo mai ad incidere nè tenendo il pallone per far salire la squadra e nè saltando l’uomo. Che sia una questione fisica, tattica o di ambientamento rimane un problema che alla lunga non può non essere affrontato, soprattutto considerando la stagione di Gimenez che per differenti motivi non è mai davvero iniziata.
In questa situazione risulta anche complesso comprendere da che parte stiano le colpe, poichè in tutte le cose la ricerca di un presunto colpevole è il motore da cui poi provare a ripartire. Da un lato la dirigenza deve assumersi le proprie responsabilità per delle scelte di mercato improprie, alcune di queste fallimentari già in partenza, vedasi l’importante esborso avvenuto per l’ex Chelsea, In altre situazioni, come quella legata ad Higuain, nonostante siano passati svariati anni, è difficile assegnare troppe colpe alla dirigenza, visto il passato del calciatore argentino e i numeri accumulati durante la sua esperienza alla Juventus.
Come sempre, quando si prova a individuare un presunto responsabile per una situazione che si trascina da più stagioni, serve equilibrio. Forse il problema nasce anche dalle aspettative, inevitabilmente altissime: a San Siro, e tra il popolo rossonero, si pretende molto. Ed è comprensibile, soprattutto dopo anni senza un vero bomber di riferimento.
Allo stesso tempo, va riconosciuto come il tipo di gioco ricercato da Max Allegri non agevoli certo la via del gol. Gli attaccanti, costretti a lavorare con poche occasioni nitide, devono sfruttare ogni minimo spiraglio senza possibilità di errore. Una condizione che aumenta pressione e responsabilità, rendendo ancora più evidente la difficoltà nel trovare l’uomo giusto per risolvere il problema offensivo.
Resta ora da capire come la società di via Aldo Rossi vorrà muoversi nel prossimo mercato invernale per provare a sbloccare un reparto offensivo che fatica a decollare. L’obiettivo, mai così urgente, è quello di pescare finalmente dal cilindro un attaccante capace di subentrare, reggere la pressione e dimostrare fin da subito di essere all’altezza delle ambizioni del club.



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