Chi ha coraggio, ha vantaggio. Un proverbio che oggigiorno calza a pennello nella routine milanista. Il coraggio di Fonseca, che quando si è visto all’angolo ha quasi sempre saputo tirar fuori il coniglio dal cilindro e andare avanti. Ma restando ancora più attuali, il coraggio di Alex Jimenez. Proviamo per un attimo a metterci nei suoi panni. San Siro, 70.000 occhi che ti osservano, dopo una cerimonia che ha visto sfilare leggende su leggende, anch’esse parte di quella cornice di pubblico che non vede l’ora di assistere al match. E se non bastasse, una titolarità per nulla banale, visto che in panchina siede il difensore con più reti nella storia rossonera, fresco di aggancio ad un certo Paolo Maldini. Beh, Jimenez ha dimostrato, in modo tanto sorprendente quanto affascinante, perché la fortuna premia gli audaci.
Una prestazione sontuosa, a tratti quasi spavalda, premiata giustamente come migliore in campo tra i suoi. Senza dubbio il più frizzante dentro una serie di individualità spente e prevedibili, principale ingrediente di uno 0-0 che non lascia alibi. Lascia invece un buon punto di partenza al giovane Jimenez, che d’ora in avanti sarà preso in considerazione proprio come vice Theo. O come titolare, se il recupero del francese sarà gestito ‘alle Leao’. Il match contro il Genoa, oltre alle sgasate sulla sinistra e ad una buona connessione proprio con Rafa, ci dice che Alex vince oltre la metà dei duelli a cui partecipa (6 su 11) e che è molto preciso nei passaggi (39 su 42), anche nel servire i compagni oltre le linee di pressione avversarie (2 passaggi chiave). È stato anche il secondo tra i suoi per percentuale di dribbling completati (67%) dietro a Rejnders (75%), ma davanti a dribblatori come Leao (38%) e Chukwueze (33%). E in fase difensiva, il dato che colpisce di più son gli zero falli commessi, con un solo dribbling subito.
Il dato sulle infrazioni commesse è un punto molto importante, che testimonia la crescita del ragazzo dal punto di vista della concentrazione e della maturità in campo. Questo perché finora nel Milan Futuro, dati alla mano, ha collezionato ben 4 ammonizioni e un’espulsione, seguente a doppio giallo. Indice di nervosismo e poca lucidità nel gestire i momenti critici durante la partita. A sottolinearlo è stato anche Bonera dopo l’ammonizione nel recupero, causa una spinta, contro l’Arezzo: “Ad Alex voglio bene ma deve fare uno step mentale”. A vedere Milan-Genoa sembra che questo si stia verificando, ma adesso tocca al ragazzo dare continuità e dimostrare di avere la maturità per poter stare con i grandi. Anche perché se il presente dice ‘Milan Futuro’, il futuro sembra sussurrare qualcosa di più, data la situazione Theo e un Davide Calabria tutt’altro che certo di restare in rossonero. Queste di fatto son grandi occasioni. Ecco, meglio per Alex non farsele scappare.


