Ieri sera il Milan è stato sconfitto per 0-3 a San Siro dall’Udinese. Arriva, quindi, la seconda sconfitta consecutiva, dopo quella contro il Napoli: il Milan deve ora guardarsi alla spalle perché il posto Champions non è più al sicuro come due settimane fa. Le concorrenti scalpitano e inseguono a pochi punti di distanza.
Un mese tragico
L’8 marzo a San Siro si giocava Milan-Inter: risultato uguale a quello dell’andata, 1-0 per i rossoneri, grazie al gol di Estupinan.
Dopo quella partita, però, è successo qualcosa dal punto di vista mentale alla squadra di Allegri: sconfitta contro Lazio, Napoli e Udinese, unica vittoria quella contro il Torino per 3-2.
Se fino al 22 febbraio l’unica squadra ad aver battuto il Milan era la Cremonese, da quel giorno in poi le sconfitte sono addirittura 4. Il Milan sta evidentemente attraversando un momento di difficoltà, il primo vero e proprio della stagione, ma che può compromettere quanto di buono fatto fino a questo momento.
Le sconfitte contro Lazio, Napoli e Udinese
Per comprendere al meglio il momento difficile del Milan è necessario avvolgere il nastro e tornare a 15 marzo: allo stadio Olimpico di Roma si gioca Lazio-Milan. Per l’occasione i tifosi di casa tornano a popolare i settori dello stadio e durante i 90′ il clamore e il sostegno di fanno sentire. Inoltre, intorno al Milan non si percepisce distensione ma pressione: sabato pomeriggio, infatti, l’Atalanta ha fermato l’Inter e con una vittoria il Milan può accorciare ulteriormente. La Lazio, però, vince dopo un’ottima partita, contro un Milan impaurito e incapace di creare pericoli concreti. Di fatto, quindi, al termine della giornata, l’Inter guadagna un punto, una mazzata psicologica non indifferente per i rossoneri.
Dopo i 3 punti contro il Torino, tornano i fantasmi: il lunedì di Pasquetta si gioca Napoli-Milan e la sera prima l’Inter ha vinto 5-2 contro la Roma dando, di fatto, una spallata al Campionato. Altra pressione sulle spalle del Milan che scende in campo per pareggiare, senza mai provare a fare qualcosa di diverso dal compitino, un po’come quando a scuola si studia per ottenere un 6 ma con la domanda sbagliata si porta a casa un misero 5. Più o meno è andata proprio così perché Conte decide la partita con i cambi: entrano Politano e Santos, con il primo che sfrutta alla perfezione l’errore di Bartesaghi. Il gol arriva al 79′ chiudendo le speranze del Milan di portare a casa un punticino striminzito.
Infine, ieri contro l’Udinese arriva la sconfitta che certifica la crisi rossonera: 0-3 netto degli avversari che entrano bene in campo, sapendo il tipo di partita che è necessario fare. Allegri prova a smuovere i suoi schierando il 4-3-3 ma ciò non cambia il risultato e l’attitudine in campo ma, anzi, mostra come questo Milan, per come è costruito e concepito, non può giocare né ora né mai con il 4-3-3. Modulo, tra l’altro, introdotto da Fonseca ma che ha condannato i rossoneri, nella passata stagione, a un misero 8° posto con la difesa che faceva acqua da tutte le parti e la mancanza di un centrocampo che facesse da filtro tra difesa e attacco.
Il possibile contraccolpo psicologico
Da qui alla fine della stagione ne vedremo delle belle: dopo aver passato più di metà Campionato tra le prime due, ora il Milan si ritrova 3° con un possibile -12 dall’Inter e un -5 dal Napoli.
Serve, inoltre, guardarsi alle spalle: la Juventus ieri sera ha strappato tre punti pesantissimi contro l’Atalanta, prendendo momentaneamente la 4° posizione a -3 proprio dal Milan di Allegri, in attesa del risultato del Como.
Al momento, il Milan è quella che deve leccarsi le ferite con una certa urgenza: Allegri dovrà essere bravo a ricompattare il gruppo visto che ieri sono arrivati anche i primi fischi dai tifosi presenti a San Siro, indirizzati a tutta la squadra al termine dei 90 e a Leao durante il cambio.
6 finali per il Milan con due scontri diretti, contro Juventus e Atalanta, per cercare di tornare in Champions League. Una cosa però è certa: se il Milan è mentalmente lo stesso di quello visto con Fonseca e Conceicao, i tifosi rossoneri possono mettersi il cuore in pace perché staccare il pass per la Champions sarà veramente dura.


