Quando si affronta il Milan di Sergio Conceicao la squadra avversaria ha una certezza. Attaccare, sin da subito. Perché i rossoneri, seppur imprevedibili e umorali, hanno un pattern ben definito all’interno dei 90 minuti da quando sono passati alla gestione dell’ex Porto. Parlano i numeri. In 8 gare si è passati in vantaggio solo due volte (Cagliari e Girona). Nelle restanti sei occasioni, i rivali sono partiti dall’1-0, non sapendo poi gestire la lunghezza per il cuore che ci ha sempre trasmesso il Mister.
Il calcio non deve essere per forza spiegato in tatticismi o in algoritmi vari. Talvolta serve la testa, e nei recenti anni meneghini mai come in questa stagione si ha la sensazione di vedere un gruppo che…è bravo ma non si applica. Spesso è tutto improvvisato, gettando il cuore oltre l’ostacolo per ottenere delle rimonte al limite del lungometraggio romanzato. Ma perché i ragazzi in campo non hanno ancora risolto questo problema?
Prova a risponderne, come spesso accade, Christian Pulisic: “Siamo sempre in difficoltà nel primo tempo e dopo non è facile rimettere le partite in piedi. Vi aspettavate un’altra partenza? Anche noi ci aspettavamo un’altra partenza, ma non posso spiegarlo, non so“. E si aggiunge Mike Maignan: “Sono deluso e incazzato, non abbiamo fatto bene e loro hanno fatto meglio di noi. Difficile dire quale sia il problema, ma sappiamo cosa manca per fare la differenza. Bisogna mettere testa e tattica, senza cercare scuse, dobbiamo fare i risultati“. Alcuni pilastri reggono la carretta. Altri la ignorano completamente perché o stanchi o deconcentrati. Vai a capire qual è la verità in una rosa ormai distaccata nei vari reparti.
Un Milan a due facce, perché con Paulo Fonseca il Diavolo è passato in vantaggio ben 15 volte in 22 occasioni. In quel caso la squadra non ha avuto la capacità di mantenere la pressione avversaria, mentre in un mondo voltato al contrario si ha l’idea di dover partire con gli altri ad esultare, ricevere uno schiaffo morale, per dare il meglio di sé.
Andando avanti così, purtroppo, non si va da nessuna parte. Tralasciando che buona parte di stagione è andata con qualche sussulto positivi e parecchi picchi negativi, all’inizio della prossima annata sportiva non rimarrà niente. Né di trame, né di gioco, né di idee. O peggio, di giocatori o di allenatore. Tutti in discussione.
I tifosi del Milan, a giugno, hanno ricevuto la promessa di vedere giocare il Club con un calcio dominante. A inizio febbraio siamo completamente in balia dell’avversario. E viene da chiedersi se magari siamo noi in balia di noi stessi.


