Sergio Conceicao ha rilasciato un‘intervista ai microfoni del podcast “La Tripletta” della Gazzetta dello Sport. Il tecnico portoghese è tornato a parlare della sua esperienza di 6 mesi al Milan nella stagione 2024/25: ecco le sue dichiarazioni.
Conceicao: «Le persone hanno un’idea non corretta sulla mia esperienza al Milan»
«Non è stato facilissimo mettere regole nello spogliatoio del Milan? È vero. Anche perché quando parliamo di un club, parliamo di solidità, strategia del club, dove devi avere una dirigenza forte, persone a fianco dell’allenatore per tutelarlo e tutelare tutta la squadra e per avere un ambiente sano anche in un momento difficile. Mi dispiace perché Cardinale mi ha mandato un messaggio dopo la Supercoppa vinta e non ho risposto per le migliaia di messaggi. Zlatan me l’ha detto dopo due mesi: ‘Gerry ti ha mandato un messaggio’. E io: ‘A me?’. Mi dispiace».
Conceicao spiega: «Mi dispiace molto. Seguo da sempre il campionato italiano e quelli europei, mi dispiace perché è stata corta, ma bella. Le persone hanno un’idea non corretta per la narrativa che è passata. Abbiamo vinto la Supercoppa, battendo l’Inter vicecampione d’Europa. I punti in campionato erano da Europa, non in Champions. Non è straordinario per il Milan che deve lottare per lo scudetto, ma la realtà quando sono arrivato era quello con una squadra e una tifoseria, che è l’anima del club. A me ha fatto moltissimo male, ho avuto la gioia di vincere la Supercoppa, ho provato a dare tutto, ma delle volte non era facile. Siamo arrivati da Riad in Italia, abbiamo pareggiato 1-1 col Cagliari e quella settimana si parlava di nuovi allenatori. Abbiamo vinto una coppa una settimana fa. Per due mesi abbiamo avuto partite ogni 3 giorni, allenare niente. L’allenamento era video, quadro tattico e niente di più, preparazione alla partita. In quel momento ho detto tante volte in conferenza stampa: non è una scusa, so del calendario e di quello che ho davanti. Hanno preso una strada prima che io arrivassi e ne hanno preso un’altra dopo che me ne sono andato perché hanno preso un direttore sportivo che non c’era prima. Allegri ha fatto quello che ha fatto, non è riuscito a fare il suo lavoro con tutta la qualità che ha, è un bravo allenatore che ha vinto nella sua carriera. Adesso Amorim vediamo. La stabilità, la dirigenza di una Juve ai suoi momenti d’oro, dell’Inter ai suoi momenti d’oro».
«Se avessi continuato, ci sarebbe stata una strada diversa»
«Io sono arrivato in un momento in cui dovevamo giocarci un titolo ed eravamo dentro in una situazione dove potevamo andare in Champions League e disputare una Coppa Italia dove potevamo arrivare fino in fondo, battendo la Roma di Ranieri in casa che ha fatto un girone di ritorno fantastico. Poi l’Inter che abbiamo battuto 3-0. Con il Bologna si sentiva nell’ambiente che loro avevano una fame diversa rispetto alla nostra, tutta la positività attorno alla squadra che mancava a noi, mi dispiace. Difesa a 3? Ho provato di tutto per vincere. Dare un equilibrio, perché quando hai giocatori devi trovare quello, devi essere creativo e adattarti per riuscire a portare risultati. Alla fine sei lì con la corda sul collo, l’ambiente ti porta a questo».
Conceicao conclude: «Non è che sono arrivato al Milan per caso, sono arrivato lì dopo 12-13 anni da allenatore. È chiaro che per costruire qualcosa hai bisogno di tempo e il tempo è quello che è. Se non vinci, in un ambiente così, è molto molto difficile. O vinti due titoli in sei mesi e fai qualcosa di straordinario con un colpo di fortuna… Quella finale di Coppa Italia mi sta ancora lì. Quello che sentivo è che se io avessi continuato al Milan, sicuramente ci sarebbe stata una strada diversa. Ma niente, è passato. Sono sicuro che con una struttura più forte, in quel momento avremmo vinto di più».


