Continuità. Quante volte negli ultimi due anni si è sentito parlare o si è letto nei giornali: “al Milan manca la continuità“? Tante, senz’altro troppe. Così come: “È un problema mentale“, frase sentita dire da addetti ai lavori rossoneri e non; quest’anno sia Fonseca che Conceicao hanno ribadito e denunciato questo aspetto, che è direttamente proporzionato al trovare continuità di risultati.
Eppure, dopo due anni puntualmente si torna a ripetere le stesse cose almeno ogni due settimane. Il filotto di vittorie rossonere più lungo dell’ultimo periodo è quello realizzato a cavallo tra novembre e dicembre 2024, con le tre vittorie contro Slovan Bratislava, Empoli e Sassuolo, interrotto poi dalla sconfitta contro l’Atalanta. Per trovare qualcosa di ancora più concreto bisogna tornare ad un anno fa, più precisamente al primo di marzo contro la Lazio, quando i rossoneri diedero il via a ben 7 vittorie consecutive tra Europa League e campionato.
Insomma, l’ambiente continua a stare sulle montagne russe e con molte probabilità ci resterà fino a fine campionato. La partita di domani, contro il Verona a San Siro, ormai è inutile dire che è importantissima: davanti le altre corrono, la Lazio non ha nessuna intenzione di rallentare, la Juventus continua ad essere un’incognita (come il Milan d’altronde) e la Fiorentina è stata sempre capace di rialzarsi con fierezza.
CHI GIOCA?
Domanda principale. Gli indizi sono pochi, vista anche la mancata conferenza stampa pre partita (causa troppi incontri ravvicinati), ma secondo alcune testate si va verso la riconferma del modulo utilizzato contro il Feyenoord, con una sola eccezione: Pulisic potrebbe accomodarsi in panchina, lasciando spazio a destra a uno tra Musah, Jimenez o Sottil.

Qui la domanda sorge spontanea: e il turnover? “La prossima volta” risponderebbe qualcuno in maniera ironica, anche se da scherzare c’è ben poco. Impensabile, certo, un turnover di massa, i 3 punti domani sono essenziali, ma è inutile nascondere che – anche visto il risultato a sfavore – la testa sia già leggermente proiettata a martedì contro il Feyenoord.
Qualche giocatore sembrerebbe sempre più sulle gambe, soprattutto a centrocampo: Reijnders non riposa mai, mentre Fofana è riuscito a rifiatare “grazie” alla squalifica rimediata contro il Parma, che l’ha lasciato a casa contro l’Inter. Theo Hernandez non se ne parla, la mancanza di un suo sostituto naturale lo costringe agli straordinari senza mai possibilità di riposare (fisicamente e mentalmente), mentre Walker sarebbe già alla quinta consecutiva dopo un mese fermo. Infatti, l’inglese, prima di indossare la maglia del Milan non scendeva in campo dal 4 gennaio contro il West Ham, con il Manchester City.
Spremerlo così fin da subito è una buona idea? A Milanello conosceranno certamente molto bene la sua tenuta fisica e le sue condizioni, e trarranno le conclusioni su questa base. È anche vero che ci si gioca parecchio (in termini di posta in palio) in ognuna di queste gare, e risulta davvero difficile fare a meno dei pezzi da 90. Anche Gimenez, che non è sembrato al top mercoledì, va verso la sua seconda titolarità consecutiva.
CONTINUITÀ… DI FORMAZIONE
Proiettandoci nuovamente a quanto detto inizialmente, Conceicao vuole in tutto e per tutto trovare quella tanto agognata continuità, e vuole – sembrerebbe – farlo iniziando dalla formazione. I nuovi si devono adattare molto velocemente, imparare a giocare assieme, e da li poi dovranno arrivare i risultati. Il problema è come al solito il tempo, che scorre inesorabilmente e lascia poco spazio agli errori…


