Alla vigilia di Milan-Como, recupero della 24a giornata di Serie A in programma mercoledì sera a San Siro alle 20.45, l’allenatore rossonero Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa.
Le parole di Allegri alla vigilia di Milan-Como
«Siamo negli ultimi tre mesi della stagione, è qui che si decide il campionato. C’è poco margine di errore perché ci sarà poco tempo per recuperare. Domani con il Como sarà difficile perché loro sono ancora in corsa per la Champions come noi. Dobbiamo concentrarci per arrivare bene alla partita.
Saelemaekers? A parte Rabiot che è squalificato stanno tutti bene e a disposizione. Pulisic vediamo perché ha sempre quel mezzo fastidio. Anche Gimenez sta lavorando bene, lo avremo al più presto.
Inter-Juventus? Hanno già parlato in tanti, non serve più parlare, in questo momento noi dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo e non disperdere energie. Noi ci concentriamo su quella. Nel calcio queste cose ci sono sempre state e ci saranno sempre. Le persone di competenza stanno lavorando per cercare di migliorare le cose oggettive. Per quelle soggettive non si può fare nulla. Per noi l’importante è fare punti nella partita di domani.
Leao sta bene, ha fatto un buon allenamento anche ieri. Come Pulisic, ha avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto bene e dei gol importanti. Tra un mesetto, quando cambieranno totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro, faranno molto bene.
Arbitri? Io non so se serve professionalizzarli o meno, l’altro giorno ho fatto un esempio: il nostro campionato è bellissimo e queste cose ci saranno sempre ma siamo stati capaci di analizzare un episodio del campionato inglese. Ora facciamoci una domanda: sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o gli arbitri? Un giocatore o un allenatore possono sbagliare? Noi però ci buttiamo sempre sugli arbitri, togliere pressione a loro sarebbe importante. Sono giovani e anche per loro non è facile.
Ci sono pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione economica di vita o di morte. Noi cerchiamo di rimanere lucidi per arrivare all’obiettivo finale. Tutto passa da lì.
Dibattito con Fabregas? Non c’è nessun dibattito, sta facendo un grande lavoro a Como e si sta giocando la Champions. Poi ci sono i risultati che ogni tanto cambiano. Noi abbiamo il nostro obiettivo che è il posto in Champions e ci concentriamo su quello.
Simulazioni? Il calcio è diventato velocissimo, per l’arbitro non è facile rispetto a trenta quaranta anni fa. C’è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, per sperimentarle poi. Intanto arriviamo all’oggettività come ad esempio il fuorigioco su un’azione che porta al calcio d’angolo che è importante cambiarla. Sulle situazioni di Parisi e Bastoni c’è soggettività. Io non posso dire nulla perché già faccio fatica a fare la formazione. Non possiamo indottrinare tutti, il calcio è bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti ma i più dispiaciuti sono i protagonisti. Ora cerchiamo di fare un bel finale di stagione per il bene di tutti.
Lotta scudetto? Non siamo l’unica squadra, il campionato è ancora lungo e può succedere di tutto, andiamo piano. Noi non dobbiamo dispendere energie in fattori esterni, dobbiamo avere la forza e restare inquadrati verso il nostro obiettivo con il paraocchi. In questo momento c’è bisogno del paraocchi.
Non dobbiamo avere la morte nel cuore dopo sabato. Noi stiamo facendo bene, l’Inter è la favorita e ora lo è ancora di più. Noi dobbiamo perseguire il nostro obiettivo per il quale mancano tanti punti e dietro corrono. Bisogna stare calmi e lavorare. Quando avremo raggiunto il nostro obiettivo vedremo cosa succederà.
Galliani? Siamo amici, quando possiamo ci vediamo e chiacchieriamo insieme. C’è sempre da imparare da Adriano, è il primo tifoso del Milan, il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre il suo. Ora c’è un’altra società con ottimi dirigenti che sta lavorando per il bene del Milan.
Striscione a Como? È folclore, nessuna polemica.
Non ho ancora deciso la formazione, Adrien ha fatto benissimo ma domani chi scenderà in campo al posto suo farà comunque una buona partita. Ricci? Devo valutare, anche Jashari sta bene.
Più concentrati noi o gli altri? Possiamo dirlo solo alla fine, quello che conta di più è il risultato finale. Ora sono solo supposizioni. Polemiche? In passato ne ho fatte tante, sbagliando. Ora mi tolgo e ascolto.
Modric? Il segreto di Luka è quello che ha una passione e un amore viscerale per il calcio che lo porta a fare queste prestazioni, a chiedere scusa e arrabbiarsi con se stesso quando sbaglia un passaggio – ogni 50 o 60 che fa – vive gli allenamenti e le partite con tranquillità. Tutti devono imparare da lui. A Luka quando c’è il momento decisivo della partita cambia l’espressione in faccia e questa è una cosa da campioni.
Domani dovremo giocare una partita ordinata, se sei disordinato rischi di fare una brutta figura. All’andata abbiamo rischiato di capitolare, grazie a Maignan siamo rimasti in piedi. Loro sono in un buon momento, bisognerà fare una partita di pazienza e di compattezza, che sono le nostre caratteristiche migliori.
Tutte le squadre possono reclamare qualcosa e hanno perso punti per strada. Se non avessimo sbagliato nulla avremmo già 100 punti. Abbiamo 53 punti e sono quelli che meritiamo. Domani abbiamo una partita difficile e importante, poi Parma e Cremonese che ci porteranno al derby. La fotografia si fa a marzo, vedremo dove saremo.
Il gol di Muntari era un episodio oggettivo, era un metro dentro. Con il VAR sarebbe stato gol ma non abbiamo perso lo scudetto per il gol di Muntari. Lo abbiamo perso dopo. Sabato episodio oggettivo? Nel tennis l’oggettività è pallina dentro o pallina fuori. Anche nel basket. Lasciamo lavorare il VAR e magari tra qualche anno sarà meglio. Indietro non si può tornare. Ci vuole pazienza».



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