Nicky Hayen ha rilasciato delle dichiarazioni al termine di Milan-Club Brugge, match valido per la terza giornata di Champions League perso 3-1 dalla squadra belga. Ecco le parole del tecnico.
“Ci siamo presentati in maniera molto buona. Abbiamo avuto occasioni per passare in vantaggio e a quel punto era meritato. Poi Mignolet prima ci tiene in equilibrio con quella palla di Pulisic, ma poi un calcio d’angolo entra in modo molto stupido. Poi si va di nuovo in svantaggio. Onyedika? Non ho ancora visto il replay, ma ho sentito che le opinioni sono discordanti. Lui va a prendere la palla, ma a quanto pare si tratta comunque di un fallo piuttosto pesante. Alla fine, è una cosa che cambia la partita e ti costringe a modificare il tuo piano di gioco. Fino al 60′ minuto, il piano di gioco ha funzionato abbastanza bene, ma poi loro hanno segnato il 2-1. Poi abbiamo commesso l’errore per il 3-1 e quindi bisogna cercare di mantenere il risultato per evitare di fare peggio“.
L’analisi prosegue: “Con i cambi nella ripresa l’obiettivo principale era quello di chiudere il centro in modo che loro dovessero passare dai lati. Credo che fino al 2-1 sia stato tutto molto buono. Ma poi arriva il secondo gol e dieci minuti dopo il terzo e senti che le batterie sono scariche. Allora cerchi di cambiare, ma poi giochi contro una squadra che ha molte qualità. Cercano di attirarci fuori dalla nostra organizzazione e poi diventano molto pericolosi. Abbiamo gestito bene la situazione per i primi 60 minuti, ma nell’ultima mezz’ora era troppo. Il Milan alla fine ha fatto la differenza con le sue sostituzioni. Sono state le migliori sostituzioni che potessero fare ed è così semplice. Credo che il pubblico non fosse molto contento della sostituzione di Leao. Tuttavia, quando si vede la qualità che possono mettere in campo in quel momento, non voglio nemmeno parlare di tattica. Allora si tratta solo di qualità, velocità e azioni individuali e questo ci ha fatto male. Quindi non c’entra nulla la tattica, ma solo la qualità dell’avversario“.
Hayen conclude: “Questa partita mi insegna che dobbiamo continuare a lavorare in questo modo. È un po’ il filo conduttore di tutta la stagione, ad esempio anche contro il Dortmund. Ci presentiamo bene e creiamo molte occasioni contro veri top club, anche qui. Poi bisogna imparare a essere più precisi. Le occasioni che ti capitano, devi finalizzarle. È così semplice e questo è il modo in cui vogliamo continuare a lavorare. Da un lato si è orgogliosi di ricevere commenti positivi, ma dall’altro ci si ritrova con zero punti. Soprattutto in una competizione come la Champions League, significa che si può essere più clinici e cogliere i momenti. Purtroppo non l’abbiamo fatto“.


