Fabio Capello ha commentato sulle pagine della Gazzetta dello Sport la ricerca dell’attaccante da parte del Milan, esprimendo la sua preferenza per Rasmus Hojlund rispetto a Dusan Vlahovic. Lo storico tecnico rossonero ha però iniziato con una riflessione dopo il debutto stagionale.
“Il Milan contro il Bari in Coppa Italia mi ha preoccupato un po’ difensivamente, non in attacco. Ho visto ripresentarsi alcune debolezze della scorsa stagione: quando il Milan perdeva palla, il Bari riusciva a ripartire e ad andare a calciare troppo spesso. In questo, servirà altro lavoro. Come sempre, per un giudizio bisogna aspettare la fine del mercato e il discorso, per il Milan, vale più che per altri club“.
Su Hojlund: “A me piace perché ha qualità e in Italia ha già fatto molto bene. Ha movimenti, velocità, è bravo soprattutto in area di rigore dove crea occasioni e impegna la difesa. Lo ricordo bene all’Atalanta: nelle giornate buone, sembrava davvero il progetto di un grande giocatore in formazione. Per il Milan di Allegri potrebbe andare bene, anche se Hojlund in Inghilterra non è mai riuscito a esprimersi. Certo, deve concretizzare di più, questo mi pare il suo limite al momento. Sarebbe anche la mia prima scelta, considerando caratteristiche fisiche e tecniche, capacità di giocare per la squadra e abitudine al calcio italiano, dove ha avuto un ottimo impatto quando era molto giovane. Rispetto agli altri candidati, mette insieme quasi tutte le caratteristiche necessarie a un reparto di alto livello. Mi pare si possa anche combinare bene con gli altri attaccanti della rosa del Milan. Con lui, sentirei di andare sul sicuro“.
Su Vlahovic: “Le sue qualità non sono in discussione: calcia benissimo e, quando vede mezzo angolo di porta, la trova. La domanda chiave per me è nella sua testa: può tornare il giocatore visto a Firenze? Il suo momento psicologicamente non è positivo e tecnicamente i limiti restano. Non controlla così bene la palla e non ha dribbling. I 12 milioni annui di stipendio poi possono creare un problema in spogliatoio: conosco i giocatori e le loro abitudini, di queste cose parlano molto tra loro“.


