L’addio di Hakan Calhanoglu, passato a parametro zero all’Inter subito dopo l’uscita della sua Turchia da Euro 2020, ha destato grandi discussioni tra i tifosi rossoneri. La maggioranza dei supporters del Diavolo ha accolto quasi come una liberazione la partenza del turco, a cui viene rimproverato di aver giocato bene solo pochi mesi nell’arco dei quattro anni in cui ha vestito la casacca rossonera. Sull’altro versante – decisamente meno “affollato”, a dire il vero – coloro i quali hanno evidenziato che senza Calhanoglu il Milan perde una pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Stefano Pioli. Il turco era un elemento fondamentale nel 4-2-3-1 disegnato dal tecnico parmense, poiché era in grado di ricoprire più funzioni nell’arco della partita: quella di rifinitore, certamente, ma anche all’occorrenza quella di terzo centrocampista, a dar manforte a Kessie e Bennacer (o chi per l’algerino), o di esterno sinistro per aiutare Theo Hernandez quando c’era da difendere un risultato.
Out Calhanoglu? Serve un trequartista… finalizzatore
Inevitabile, adesso, che Paolo Maldini e Frederic Massara dovranno trovare il profilo giusto da schierare al centro del tridente dietro la punta e, a parere di chi scrive, la caratteristica fondamentale del nuovo “10” dovrà essere l’attitudine realizzativa. Trovare un trequartista capace di garantire dieci-dodici gol all’anno è un’esigenza imprescindibile per la dirigenza rossonera. Ciò a maggior ragione se a destra dovesse essere ancora Alexis Saelemaekers il titolare, visto che il belga non è certamente un finalizzatore. Uno dei (pochi) punti deboli del Milan ‘20/‘21, infatti, è stata la voce “gol realizzati”. I rossoneri, infatti, sono stati solo il quinto attacco della scorsa Serie A, il peggiore delle qualificate in Champions e sotto anche il Napoli, finito fuori dalle prime quattro. A mancare all’appello – fortunatamente senza grosse conseguenze per il risultato finale – sono stati soprattutto i gol dei “gregari”, in particolare dei vari Leao, Rebic e, appunto, Calhanoglu.
Tanti i profili accostati, ma…
Per tutto ciò detto, dunque, servirà un fantasista che, oltre a saper mandare in rete i compagni, sia in grado di dare lui stesso un importante apporto alla causa in termini realizzativi. Sin dalla partenza di Calhanoglu si sono susseguiti vorticosamente i nomi del possibile sostituto, passando da Zaccagni a Pessina, da Ziyech a Brahim Diaz, fino all’ultimo in ordine di tempo, James Rodriguez. Una piccola parentesi sul colombiano: le sue doti calcistiche non possono nemmeno lontanamente essere messe in discussione da chi ha visto anche solo una volta un pallone rotolare su un campo. Il problema – non di poco conto – è che, dal 2017/2018, ultima sua stagione giocata con continuità, James salta ogni anno sostanzialmente un terzo delle partite per infortunio, con un fisico molto precario. È un aspetto da tenere in grandissima considerazione. Ma sicuramente chi di dovere lo sa molto bene…


