Ariedo Braida ha rilasciato delle dichiarazioni in occasione del Festival della Serie A in corso in questi giorni a Parma. Lo storico dirigente ha parlato della situazione del Milan e di alcuni personaggi del mondo rossonero. Ecco i suoi pensieri.
Braida: «Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan così»
«Sono innamorato del Milan, ce l’ho nel cuore. Adesso mi viene quasi da piangere a vederlo in questa situazione. Diciamoci la verità: c’è una crisi di identità, bisogna ricostruire una storia. È un passaggio importante, senza quella non c’è futuro. A chi ha la responsabilità, auguro di ricominciare da questo punto. La strada sarà lunga, ma il Milan ha un passato importante che non si può cancellare».
Sui singoli
Su Maldini: «La famiglia Maldini ha scritto la storia del Milan. Hanno vinto, prima Cesare e poi Paolo, tutte le coppe e tutte le Champions League del Milan. Io credo non si possa non ripartire dalla storia».
Su Ibrahimovic: «Calcisticamente è stato un grande campione, chapeau. Però anche lui a volte deve avere l’umiltà di imparare».
Su Leao: «È un giocatore con delle qualità importantissime, però è chiaro ed evidente che se non le trasmette in campo le rende vane. Io oggi mi sento tra l’incudine e il martello, perché in questo periodo è difficile trovare giocatori di grande qualità come lui, ma a volte non è sufficiente avere solo numeri».



[…] smesso presto di giocare per un infortunio e ho cercato di restare in questo ambiente. Braida è sempre stato il più grande dei riferimenti per me. Ho cominciato come segretario del settore […]