Tra le mosse tattiche più sorprendenti ed inaspettate di questo prima spezzone di stagione, c’è senza dubbio l’evoluzione di due pedine, ad oggi, insostituibili. Parliamo di Pavlovic e Tomori, i due “braccetti” che spesso e volentieri hanno tolto le castagne dal fuoco anche nell’area di rigore avversaria. È stato il caso di Pavlovic contro la Roma, detto che il serbo cresce partita dopo partita da agosto, e pure di Tomori contro la Lazio.
Un’interpretazione del ruolo che oggi utilizzano molte squadre, vedi l’Inter con Bastoni, la Roma con Mancini, il Napoli con Di Lorenzo e via dicendo. Curioso come sia proprio Allegri, del quale nessuno pensava potesse avere nelle corde anche questa sorta di ‘spregiudicatezza’, a metter due difensori crudi come Fik e Strahinja nelle condizioni di poter determinare anche nell’area avversaria. Per fare un esempio, contro i biancocelesti Tomori (2) ha toccato più palloni nell’area avversaria di Nkunku (1), uno di questi proprio l’assist per il vantaggio di Leao.
Segno che il Milan è anche questo. Nonostante il blocco basso per buoni spezzoni di gara, quando la palla ce l’hanno i ragazzi di Allegri allora si intravedono cose nuove. E nuove soluzioni. Che potrebbero essere la chiave vincente in match bloccati contro le squadre piccole, quando il piano gara “classico”, ossia aspettare per poi colpire in ripartenza, non può esser messo in atto.
E nel futuro breve, i rossoneri dovranno disputare diverse partite come questa. Dopo la Coppa Italia, Maignan e compagni dovranno vedersela con diversi club della parte destra della classifica. Alcuni fuori casa (Torino e Cagliari), altri a San Siro (Sassuolo, Verona e Genoa). Specie in quest’ultimi, il Diavolo sarà chiamato a proporre gioco e scoprirsi. E per superare i blocchi chiusi, sarà importante anche il ruolo dei braccetti, chiamati non solo a difendere ma anche e soprattutto a combinare con i quinti (Saelemaekers e Bartesaghi) e gli interni (Fofana e Rabiot) o magari direttamente con le punte che arretrano a ricevere il pallone. Una soluzione in più, dunque, per Max Allegri. Chi ci avrebbe mai scommesso?



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