Bisogna essere Franchi

Quella di Firenze è una trasferta storicamente ostica per il Milan che si appresta a sfidare la Viola probabilmente nel suo miglior momento stagionale dopo l’inizio disastroso. Una gara ostica e dalle mille insidie, a maggior ragione dopo lo strascico lasciato dal pareggio contro il Genoa, arbitrale e non.

Bisogna essere “Franchi”: il Milan è lì perché gioca così

Nel giudizio generale su una formazione e sul gioco espresso va sempre inserito il contesto e gli interpreti a disposizione dell’allenatore, oltre allo storico di quest’ultimo. Ecco, la tendenza con Massimiliano Allegri è quella di rendere l’ultima parte centrale, spesso dimenticando tutto il resto.

In tutto il resto c’è una squadra che dall’inizio del 2023 alla metà del 2025 aveva imparato a fare acqua da tutte le parti in fase difensiva, spesso a causa di un approccio esasperato nei confronti delle pressioni offensive. E se il Milan oggi è diverso, occupa gli ultimi posti nei dati sul pressing e sul recupero palla, è perché Allegri ha analizzato insieme al suo staff quest’aspetto. Ha capito che questa squadra necessita per interpreti di affrontare la partita in un certo modo, con pregi e limiti, perché i pregi, lo dicono i risultati, sono superiori ai limiti con questo gioco.

Bisogna essere “Franchi”: c’è chi è più pronto e chi ne ha di più. Solo poi…

Inter e Napoli sono indiscutibilmente più attrezzate e pronte, oggi, del Milan per lottare lassù. Chi per rosa di primo livello e status, chi per status acquisito e per allenatore abituato a competere in campo nazionale.

Mettere il Milan allo stesso livello delle prime due è scorretto e al contempo fuori luogo. Così come credere che il Milan, sull’esempio del Napoli 2024/25, debba vincere lo scudetto per via dell’assenza delle coppe. Quella dei partenopei è stata celebrata come una sorta di impresa per via dell’andamento dell’anno precedente. Vincere il tricolore non è un obbligo, quanto una possibilità. Difficile.

Bisogna essere “Franchi”: il rumore è grande, i motivi ignoti

La sfida di domani contro la Fiorentina arriva in un momento di grande baccano mediatico. Non si parla che del gesto di Pavlovic contro il Genoa come se il rigore di Stanciu fosse stato sbagliato a causa di ciò. Non si parla che delle parole di Maignan a fine partita: finalmente si sente tutto, si può risalire a tutto. Un passo avanti rispetto al passato. Sarebbe buona cosa abbassare i toni. Oppure sarebbe buona cosa evidenziare tutto, anche ciò che conviene (?) meno.

Milan: Mike Maignan e Adrien Rabiot (Photo Credit: Tommaso Fimiano / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Mike Maignan e Adrien Rabiot (Photo Credit: Tommaso Fimiano / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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