Un trascinatore. Adrien Rabiot fa la differenza sotto tutti gli aspetti per il Milan di Ruben Amorim. Contro l’Atalanta ha siglato il gol del momentaneo 2-0 e fornito l’assist per Gila per l’altrettanto momentaneo 3-0. Ma la sua miglior giocata, probabilmente, non è stata quella nei 90 minuti, bensì al termine della gara davanti ai microfoni. Lì il francese ha tirato le orecchie alla squadra per la gestione dell’ultima mezz’ora.
Rabiot MVP dentro e fuori dal campo
Forse un po’ su di giri nei confronti dell’arbitro Chiffi, ma l’intensità dentro la partita del centrocampista transalpino si è sentita fin dai primi minuti. In un ruolo ibrido tra mezzala e trequartista che lo esalta, Rabiot è riuscito ad esprimersi al meglio sia in fase offensiva che difensiva. Da inizio stagione, incide sul 44,44% dei gol rossoneri con 4 gol e 4 assist sulle 18 reti complessive segnate dalla squadra. E incide anche nello spogliatoio, perché le sue parole del post-partita non sono passate inosservate e hanno fatto ancora più rumore vista la vittoria che comunque è arrivata a San Siro. Un monito per il futuro.
Le pagelle dei quotidiani
Gazzetta dello Sport, 8: «Non ha mai avuto questa continuità nella Juve: il 2-0, l’assist del 3-0, il tiro del rigore parato, il dominio su ogni palla e situazione».
Tuttosport, 7,5: «Nel primo tempo, dopo essere stato ammonito, rischia di farsi cacciare per reiterate proteste ma, da grande giocatore qual è, canalizza positivamente la rabbia segnando un gran gol. Completa l’opera con la torre che innesca Gila sul tris».
Corriere dello Sport, 7,5: «È davvero il giocatore più continuo del Milan. Pure contro l’Atalanta mette a referto un gol, com’era successo col Sassuolo. Vive un periodo di forma eccezionale: quarta rete in Serie A».



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