Questa sera avranno inizio le Final Four della Supercoppa Italiana. L’edizione è stata riproposta con lo stesso formato degli anni precedenti, mentre prima si trattava di un’unica una gara secca tra le vincitrici di Serie A e Coppa Italia. La scorsa stagione è stato il Milan ad alzare il trofeo, rimontando l’Inter da 2-0 a 3-2 e aggiudicandosi la vittoria solamente nei minuti finali.
Era un periodo completamente diverso, di transizione, i rossoneri avevano appena cambiato allenatore: Sergio Conceicao era subentrato al posto di Paulo Fonseca, un portoghese per un altro. Il risultato però è stato lo stesso, oltre a quella Supercoppa l’ex allenatore del Porto non riuscì ad andare: il Milan arrivò ottavo in Serie A, perse la finale di Coppa Italia e venne eliminato ai playoff di Champions League dal Feyenoord.
A fine anno parve abbastanza chiaro che bisognava cambiare ancora, ma questa volta serviva una certezza: basta scommesse. Così dopo aver scelto Igli Tare come nuovo direttore sportivo, arriva Massimiliano Allegri. L’ex tecnico bianconero si focalizza immediatamente sull’aspetto difensivo, da tempo ripete come un mantra questa frase: “In Italia vince chi subisce meno gol, è un dato di fatto“.

Fatta la squadra: ora si punta al primo trofeo
Il portiere c’è, la difesa ora è presente, il centrocampo è solido e l’attacco è un pò indebolito dagli infortuni, ma i gol stanno arrivando. Cosa c’è da fare ora? Vincere. Un obbiettivo è già sfumato, non certamente per la felicità di Allegri, che ha sempre dimostrato di tenere particolarmente alla Coppa Italia, dalla quale però il Milan si è già fatto eliminare dalla Lazio. Il secondo obbiettivo è ora a portata di mano: la Supercoppa Italiana.
I rossoneri vogliono ripetersi. “L’anno scorso è stato bello, ma quest’anno è diverso“, ha detto Maignan ieri in conferenza stampa. Come dargli torto, d’altronde, ma la vittoria dello scorso anno può e deve essere un punto di partenza significativo. Innanzitutto darà le sicurezze e le responsabilità di chi è al momento campione in carica, a volte sottovalutate, ma mentalmente può dare stimoli importanti.
Milan, perché è importante affrontare bene questa competizione
Vincere aiuta sempre a vincere, e perché non provare a dare continuità ai trofei? Il gruppo è per maggioranza quello di un anno fa, può solo che acquisire ulteriore fiducia. Non si tratta di un trofeo blasonato o che altro, ma di questi tempi i rossoneri hanno un disperato bisogno di aggiungere trofei e vittorie al proprio curriculum, così da far crescere nella maniera giusta anche i propri giovani.
Allegri sa benissimo come fare e sta lavorando su questo e sulla loro testa. Ora c’è questo mini torneo da affrontare, serve testa ben salda sulle spalle e la voglia di vincere deve stare sopra ogni cosa. Non può essere facile, prima Napoli e poi, in caso di eventuale vittoria, Bologna o Inter. Ma queste sfide servono ad alzare l’asticella sempre un pò più su, e senza neanche accorgersene si salta sempre più in alto.


