Massimo Ambrosini ha commentato ai microfoni di “Elastici“, format di Cronache di Spogliatoio, il tema dell’inserimento di Rafael Leao nel Milan di Massimiliano Allegri. Ecco il suo pensiero.
Ambrosini su Leao: “È il grande tema del Milan”
“Leao è il grande tema del Milan, capire come inserirlo in questo contesto tecnico. Vederlo in panchina secondo me no, anche se io nutro un po’ di dubbi su come verrà inserito in questo sistema di gioco, soprattutto considerando che il suo compagno sarà Pulisic. Non sono così sicuro che sia un ambientamento facile o un inserimento semplice“.
Ambrosini prosegue: “Non ha le caratteristiche per essere un giocatore da partita in corso? No, no, non ci credo. È un discorso che con me non va. I cambi determinano, i giocatori forti giocano, punto. Se sono bravi determinano. Tu puoi determinare negli ultimi 30 minuti, ma puoi determinare nei primi 60. Poi per caratteristiche faccio fatica a pensare che possa essere determinante, avendo un’indole che lo porta non sempre ad entrare in un modo non tanto deciso. È un discorso che non sposo e non approva. Se Leao non gioca, è perché non merita“.
E sulla coesistenza con Pulisic…
“Per me Allegri non cambia. A lui non frega di fare una partita in cui domina. Il tema è capire come inserire un calciatore come Leao insieme ad un calciatore come Pulisic che per caratteristiche, giocando da seconda punta, tendono a fare un certo tipo di gioco. Gimenez, a cui abbiamo rotto le scatole, è quello che secondo me fa quel lavoro che permette a Pulisic di fare un certo tipo di prestazione. La mia domanda è: chi è che fa quel lavoro che in questo momento che in maniera continua o discontinua, secondo me a Torino lo ha fatto meglio di tutti quanti, può fare Gimenez? Leao va lì ad allungare e fare la prima punta, consentendo a Pulisic quello spazio in mezzo alle linee? Il Milan quante partite gioca con 30 metri da attaccare invece che 80? Di più. L’attaccante servirà, un po’ di dubbi ce li ho“.


