Le parole che si stanno per leggere non arrivano da una persona qualsiasi, né tantomeno da un tifoso seduto al bar prima di entrare allo stadio: “Penso che il Milan sia, con il Real Madrid, la squadra più forte d’Europa su contropiede”, firmato Marcus Thuram nel post gara del derby vinto 0-1 dai rossoneri.
Prima di osservare il contropiede, serve lavorare su un altro concetto che inevitabilmente dà maggior bellezza all’idea applicabile in campo. La transizione rispecchia perfettamente i pensieri di Massimiliano Allegri per poter dare un marchio vero alla propria squadra.
Milan tra le più forti d’Europa in contropiede?
Quante chiacchierate in estate con Leao, Pavlovic, Saelemaekers, Rabiot e Fofana. A Milanello la testa portava a un piano di gioco preciso, ben definito. Max prendeva questi giocatori singolarmente, tranne l’ex Marsiglia arrivato quasi al gong finale del calciomercato.
Se fosse arrivato prima? Si sarebbe ricreato un quadretto scolastico in cui il professore assegnava un tutor bravo nella materia con l’obiettivo di far migliorare gli altri studenti.
Leao sempre in copertina
Leao è il prescelto, per caratteristiche fisiche e allungo palla al piede, nella concezione di ripartenza voluta dell’allenatore. Contro l’Inter ha avuto la possibilità di sprintare a campo aperto; situazione che vista da fuori addice al numero 10 il momento migliore per far vedere le proprie qualità.
Piano di gioco applicabile con Modric e Rabiot
L’efficacia nelle ripartenze nasce dal lavoro collettivo: tutta la squadra è preparata per recuperare e verticalizzare immediatamente verso le punte. Qui emergono le caratteristiche dei singoli. Modric e Rabiot fanno un lavoro difficilissimo, intercettano gli attacchi avversari capendone le intenzioni ancor prima che l’azione possa partire: gli zero gol subiti da fuori area sono una conseguenza.
Saelemaekers e la “fissa” di Pavlovic
Saelemaekers garantisce corse continue, che sia sulla fascia o negli spazi interni. Loftus-Cheek, Fofana e Rabiot hanno gamba e tecnica per attaccare la porta in campo aperto. Per chi affronta questo Milan, predisporre marcature preventive davvero efficaci è come risolvere il cubo di Rubik: ad ogni palla persa possono ripartire in blocco di quattro.
Senza dimenticare lo stacco di Pavlovic per ribaltare l’azione e garantire più soluzioni davanti. Anche questa, senza ombra di dubbio, una scelta cercata e voluta da Allegri.



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