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Milan, Diego Abatantuono: “Mi dimetto da tifoso”

Nonostante i neo acquisti e la ritrovata liquidità per mettere in atto un mercato di spessore, non tutti i tifosi del Milan sono soddisfatti della nuova gestione. Tra questi c’è indubbiamente Diego Abatantuono, da sempre tifoso milanista, che in un’intervista a Il Foglio ha rilasciato dichiarazioni di disappunto e amarezza verso la nuova gestione rossonera. Di seguito le sue parole.

Gli addii di giugno: “La partenza di Tonali è stata solo l’ultima grande delusione in ordine cronologico. Maldini è stato mandato via e il prossimo sarà quasi sicuramente Theo Hernandez. RedBird ha rinnovato Leao ma con il solo obiettivo di rivenderlo il prossimo anno ad una cifra monstre. Se queste sono le premesse mi dimetto da tifoso del Milan. Ora, il calcio è solo una questione di business“.

Su Gerry Cardinale: “Prima conoscevo i nomi dei presidenti uno ad uno, oggi accendo la tv e mi sembra di guardare una continua replica de “Il Padrino”. Gerry Cardinale? Io conosco solo Jerry Calà, un simpatico ragazzo sempre con la battuta pronta“.

Aspettative sul mercato: “Nonostante i due neo acquisti del Milan, non mi aspetto nulla. Anzi, mi chiedo chi verrà venduto adesso. È inutile un giocatore internazionale e di prospettiva per poi vendere ipoteticamente un titolarissimo quale Bennacer. Personalmente mi auguro che non ci siano sostanziali cambi tra i pali e che Maignan mantenga il suo ruolo di prim’ordine. Marcus Thuram ce lo siamo fatti soffiare dall’Inter. Se fossi in loro farei fare ai rossoneri tutto il lavoro di scouting per poi per convincerli a venire a Milano, sponda nerazzurra. Sono anni che accade, è sufficiente tornare al caso Calhanoglu, sono bastati 500 mila euro in più per convincerlo a cambiare maglia. Ora, spero nell’arrivo di un attaccante di spessore ma servono i fatti e non le chiacchiere. Una volta si parlava di chiacchiere da bar, adesso le si possono definire da banca dato che tutto ruota intorno a come investire, rivendere e guadagnare. Credo che alla lunga diventeremo come l’Atalanta, dove i giovani talenti passano e poi se ne vanno. Se verrà imboccata questa via, sarà molto complicato, in particolare in Europa“.

Su Stefano Pioli: “Considerando la rosa che ha avuto a disposizione, Stefano Pioli si è rivelato il miglior allenatore d’Europa. Il Milan è scarso ed in Champions League ce ne sono poche altre di così basso livello. Nonostante ciò, siamo arrivati in semifinale ed in quell’occasione ci è mancata un po’ di fortuna. L’infortunio di Bennacer ne ha indubbiamente influenzato l’esito, considerato che il tecnico in quel momento non disponeva di alcun cambio all’altezza. Tuttavia, resta il rammarico per non essere riusciti a ribaltare il risultato“.

Il futuro di San Siro: “La semifinale tra Milan e Inter potrebbe essere il prologo di uno stadio che ha lungamente accompagnato la storia delle due milanesi. Onestamente non capisco perché ogni squadra voglia lo stadio di proprietà, ormai lo ripetono tutti come se fosse un passo del Vangelo. Non so se sia per il blasone che ciò crea attorno al club oppure per incrementare il bilancio, fatto sta che questo sistema non mi piace. Quando gli uomini di Pioli hanno giocato al Meazza, hanno quasi sempre fatto soldout. Perciò non credo sia un investimento reale ma piuttosto una questione di soldi“.

Un pensiero per Silvio Berlusconi: “È stato un grande presidente ed una persona generosa a cui importava portare a casa il risultato. Non entro nel merito delle idee politiche, in quel contesto ognuno ha le sue. Ma lo sport è un’altra storia e durante la sua presidenza al Milan, Berlusconi ha avuto tanti meriti. Uno su tutti, farci divertire tutte le domeniche e quindi sentirci parte di un progetto importante. Ha costruito qualcosa di grande grazie ad idee solide e capacità, ciò che con gli anni e l’avvento del calcio moderno è venuto a mancare“.

Abatantuono
Diego Abatantuono – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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