Il lockdown imposto dal Governo, causa Coronavirus, ha fermato il calcio per tre mesi. Lo stesso tempo che intercorre tra una stagione e l’altra d’estate e per il Milan, più di ogni altra squadra, sembrano davvero essere due campionati diversi. Dalla ripresa, in sei partite, la squadra di Stefano Pioli ha collezionato 14 punti, come il Sassuolo, uno in più della Juventus e cinque in meno dell’Atalanta, che però ha giocato anche in più il recupero proprio contro i neroverdi. Soprattutto il Milan ha fatto dieci punti con quattro delle prime sei della classifica (Roma, Lazio, Juventus e Napoli). Nello stesso poker dell’andata ne era arrivato uno.
Non solo, anche la produzione offensiva della squadra è sbocciata. In sei match, sono 17 i gol segnati, il 37.7% dei gol realizzati in campionato (45 totali). Nelle precedenti 26 partite erano arrivati appena 28 gol (62.3% sul complessivo). La media-gol è schizzata letteralmente: si è passati da 1.07 a 2.83 per partita.
Considerando giugno come nuova partenza di questa Serie A e paragonandola a quella reale di agosto scorso, non c’è paragone. Per arrivare a 17 gol il Milan aveva impiegato addirittura tutto il girone di andata, quando con i due gol nella vittoria di Cagliari (0-2, ndr) era arrivato a quota 18. Una svolta impressionante, passando dall’essere una squadra che non vedeva la porta a una che la trova con grande facilità.

