C’è stato un Milan fino ad inizio marzo e c’è un Milan da otto giornate a questa parte. Paradossalmente ha più punti di contatto che non reali discontinuità, eppure ci siamo talmente affezionati velocemente a quello della prima metà di stagione, che quello attuale appare irriconoscibile.
Eppure? Eppure come predetto sono più simili di quello che si possa pensare. Il refrain del blocco basso non è una trovata mediatica, è qualcosa che è stato studiato a bocce ferme, che ha portato dividendi e che ora invece sta divorandosi la squadra dall’interno.
Le colpe
Quando son così tanti gli aspetti a non funzionare più, non c’è mai un’unica grande colpa. Esiste una serie di fattori che oggi ci consegnano un 11 poco guardabile al di là degli interpreti, con davvero pochissime eccezioni.
Perché il vero grande tilt è dato dal fatto che non funziona più nemmeno la difesa, ovvero quel fondamentale grazie quale di riffa o di raffa fino al derby di ritorno il Diavolo è restato in scia all’Inter. 12 dei 32 gol incassati li ha presi nelle ultime 8 appunto, il 37.5% di tutto il campionato in pratica.
L’andamento di prestazioni e risultati visti nell’arco dell’annata ci dicono che Max ha saputo dar fiducia, compattezza finché l’obiettivo da raggiungere è stato la Luna, ma non ha trovato una chiave di lettura credibile quando sarebbe bastato consolidare la classifica con una proposta un po’ più spensierata ma al contempo coraggiosa.
Non c’è certezza
E ora è dura, perché il vero unico leader è stato Modric e salvo miracoli al massimo sarà eleggibile per l’ultima in casa col Cagliari. Genova è un crocevia da affrontare con uomini contati per via delle squalifiche e molte idee confuse. Non c’è certezza nemmeno sul modulo prima ancora dei nomi.
Allegri allena in serie A da 18 anni, eccezion fatta per il 2024-25 dove è stato spettatore. Purtroppo crolli nella seconda parte dell’anno talvolta li ha avuti, sia nella prima esperienza al Milan – costato uno scudetto – sia nelle sue ultime Juventus. Tutto questo nonostante sia il primo a sostenere che i campionati si decidano da marzo in poi. L’ha ripetuto tante volta ma evidentemente non sempre repetita iuvant.


