Alla vigilia di Inter-Milan, finale di Supercoppa Italiana in scena a Riad, l’opinionista sportivo ed ex calciatore e allenatore Dario Marcolin ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti le due milanesi, alla Gazzetta dello Sport. Eccole di seguito:
“Sarà solo il primo di tanti derby tra Inzaghi e Conseicao – inizia Marcolin –. Sergio è un allenatore pratico, non crea divisioni e può aprire un ciclo, come abbiamo visto al Porto. Sarà una gara equilibrata, se fosse un film il nome potrebbe essere “Un affare di famiglia”, perché calcisticamente sia Simone che Sergio sono figli dello stesso padre: Eriksson“.
Poi un rapido confronto tra i due allenatori: “Sergio è di poche parole, diretto, e questo carattere lo trasferisce alle squadre che allena: il suo Porto era solido e verticale, il Milan probabilmente lo diventerà ed è quello che serve ai rossoneri ora. A Inzaghi piace più dialogare, e lo si vede anche da come gioca la sua squadra. Hanno entrambi però un punto in comune, costruiscono delle squadre attentissime dietro, ma non perdono comunque il dna offensivo che li ha contraddistinti da calciatori. L’Inter è passato da quell’edizione della Champions per diventare la squadra che è ora, e soprattutto da quel doppio confronto con il Porto di Conceicao, che può dare un vantaggio proprio al portoghese. Sergio conosce già bene l’Inter, anche a livello individuale: molti dei giocatori in campo in quella doppia sfida lo saranno anche domani. Inzaghi però è un maestro a preparare queste partite. Più la pressione sale, più l’Inter si inferocisce. I nerazzurri ci hanno abituato alle partenze a razzo nei derby, ma il primo Milan di Conceicao ha dato un segnale mentale forte contro la Juve: è stato sempre dentro la partita, cosa che è mancata tante volte con Fonseca“.
Conclude così: “I giocatori più funzionali per Conceicao? Reijnders e Fofana per la solidità, Leao e Pulisic per la centralità da esterni da uno contro uno. Anche Tomori però, al quale il nuovo allenatore rossonero ha dato subito fiducia, la mossa è curiosa. Può riportarlo ad essere il difensore di personalità che non riusciva più ad essere“.


