Maldini: “Ibra priorità, poi colte le occasioni sul mercato. Champions? Obiettivo non dichiarato”

Si parte. Il calendario della Serie A è stilato. Il Milan esordirà in casa contro il Bologna, poi Crotone e Spezia prima di arrivare ai big match contro l’Inter e la Roma. Paolo Maldini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport commentando il sorteggio del campionato e il mercato: “Vogliamo ripartire come abbiamo finito. Il mercato è cominciato bene: il rinnovo di Zlatan Ibrahimovic era la nostra priorità. Poi siamo stati bravi a cogliere le occasioni, come Sandro Tonali e Brahim Diaz (arrivato oggi a Malpensa, ndr)”.

L'arrivo di Brahim Diaz a Malpensa - Milanpress, robe dell'altro diavolo
L’arrivo di Brahim Diaz a Malpensa – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Il mercato del Milan: “Diaz duttile. Ibra leader”

Lo spagnolo è un giocatore molto duttile ed è per questo che il Milan ha scelto di puntare su di lui, come ha spiegato il direttore tecnico: “Noi abbiamo finito la stagione con il 4-2-3-1 e Diaz può giocare in tutte e tre le posizioni dietro la prima punta. È un calciatore che può variare, molto interessante e può fare la differenza”.

Se i tre dietro la punta potranno variare e interscambiarsi, là davanti il posto se l’è assicurato Ibra: “L’importanza di Zlatan è chiara: non c’è nulla da aggiungere, parlano i risultati – continua Maldini – non solo in campo, ma anche a livello di competitività. Lui è un campione e sempre lo sarà. Ma ha 38 anni, lo sappiamo entrambi, dovrà gestirsi”. L’ex capitano, sorridendo, fa un raffronto con la sua esperienza: “Io dovrei stare zitto (scherza, ndr). Ho vinto l’ultima Champions League a 39 anni e fui premiato anche come miglior difensore. Ognuno invecchia alla propria maniera”.

Milan: Zlatan Ibrahimovic - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Zlatan Ibrahimovic – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Il calendario e i primi appuntamenti

Milan-Bologna alla prima giornata, non è una novità, i due precedenti recenti sono l’anno dello scudetto 1998/99 (i rossoneri si imposero 3-0 con i gol di Oliver Biehroff e la doppietta di Leonardo) e il 2008/09 quando i felsinei vinsero 1-2 a San Siro, nel giorno dell’esordio di Ronaldinho e il ritorno di Andryi Shevchenko. Maldini quel giorno era in campo e ricorda bene: “Mentre tornavo a casa Carlo Ancelotti mi chiamò per parlare della situazione. Eravamo in difficoltà (la seconda il Milan perse contro il Genoa 2-0, ndr). Speriamo che vada meglio questa volta”.

Poi ci saranno Crotone e Spezia, due neopromosse e impegni sulla carta semplici che si incroceranno con i preliminari di Europa League: “Affronteremo lo Shamrock Rovers, una squadra che arriverà da 10-12 partite di campionato già disputate, noi solo amichevoli contro squadre non così competitive. Dovremo entrare subito in forma perché è una gara dentro-fuori, che indirizzerà già la nostra stagione”. Poi ci sarà il derby: “Dopo 60 minuti di grande calcio lo scorso anno siamo crollati e il gap con l’Inter sembrava aumentato. Vedremo quest’anno”.

Milan: Ante Rebic contende la palla ad Ashley Young nel derby di ritorno dello scorso campionato - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Ante Rebic contende la palla ad Ashley Young nel derby di ritorno dello scorso campionato – Milanpress, robe dell’altro diavolo

“Obiettivo? Migliorare la nostra classifica”

Il Milan punta a tornare in Champions dopo sette stagioni di assenza, ma Maldini si nasconde un po’: “Non è l’obiettivo dichiarato, ma lo deve essere. La proprietà sta facendo sforzi per rendere la rosa competitiva e noi dobbiamo migliorare la nostra classifica. Dopo un quinto e un sesto posto, vogliamo il quarto. Se lo centrassimo cambierà tanto dalla stagione successiva: il Milan non può non pensare di non competere con le prime quattro”.

Poi una domanda legata al mercato e ai possibili risultati nel breve termine: “Due anni per lo Scudetto? I giocatori non sono tutti uguali, hanno bisogno di adattamento diverso – risponde Maldini – noi abbiamo tracciato la linea lo scorso anno. Sappiamo che non esiste un modello di squadra con una storia simile al Milan che abbia avuto successo solo con i giovani, serve tempo. Il monte ingaggi sta scendendo e se lo accompagnassimo con dei risultati all’altezza, avremmo fatto un ottimo lavoro”.

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