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Maignan: “Al Milan mi sono subito sentito a casa, sullo scudetto dico che…”

Il portiere del Milan Mike Maignan ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Lo scudetto? Già all’inizio c’era la volontà di provarci. Poi abbiamo avuto un periodo meno positivo, in cui siamo quasi andati in panico, ma ci siamo parlati e ci siamo rimessi a lavorare, dicendoci che non era finita, che c’erano ancora tante partite. E quando l’Inter è inciampata a Bologna, abbiamo capito che per loro era finita, perché eravamo ormai concentrati su noi stessi. Dobbiamo ringraziare anche l’Inter. Dopo il 3-0 in Coppa Italia avevamo il coltello tra i denti. Quella sconfitta ci ha motivato molto”.

Sul fatto di essere l’erede di Gianluigi Donnarumma: “Non ho mai sentito alcun tipo di stress in merito perché non è mai stato un mio obiettivo prendere il posto di Gigio, oppure di farlo dimenticare. Sono venuto al Milan per scelta professionale, per lavorare e giocare il mio calcio. Poi, quando lavori bene, raccogli i frutti. Certo, sapevo che magari non mi avrebbero fischiato, ma al Milan mi sono subito sentito a casa e l’affetto dei tifosi è straordinario”.

Sull’infortunio rimediato a inizio stagione: “Ero soprattutto frustrato. È stato difficile da accettare. Ho giocato sette partite con la mano infortunata e non volevo né fermarmi né mollare i miei compagni. Preferivo iniezioni e creme e mi allenavo solo alla vigilia delle partite. Poi, quando in nazionale mi sono fermato quattro giorni e il dolore non passava, ho capito che avrei dovuto curarmi. Lo specialista che mi ha seguito al Milan mi ha spiegato che avrei rischiato uno stop di un anno. Quindi, mi sono fatto operare, ma ho fatto di tutto per tornare il prima possibile. Stare a casa senza far niente non fa per me, avevo troppi obiettivi, così sono rientrato dopo sei settimane invece di dieci”.

Su Ibrahimovic: “Mi ha fatto i complimenti per il titolo con il Lilla, ma mi ha spiegato che in Italia era tutta un’altra cosa e che al Milan c’era più pressione. Ibrahimovic è un esempio per tutti. Anche lui, come me, ha stretto i denti per centrare l’obiettivo, come si era ripromesso. Spero torni presto con noi”.

Sulle parole di Ronaldinho, che ritiene che questo Milan abbia lo stesso spirito del Milan della stagione 2010/2011: “Magari, ha ragione, non abbiamo grandissimi nomi, ma siamo una squadra impregnata di voglia di vincere e con molto talento, gli ingredienti giusti per costruire un collettivo forte”

Sui dialoghi con Stefano Pioli durante le partite: “All’inizio lo facevo per necessità, perché quello che mi veniva chiesto a Lille da Christophe Galtier era diverso. Tatticamente, in Francia, si ragiona più sulla zona. In Italia, invece, c’è più gioco sull’uomo. Con il mister parlo per gestire al meglio certe situazioni. Lui mi dà molti consigli dal punto di vista tattico e a volte gli propongo spunti e alternative. La cosa bella è che con Pioli si può dialogare”

Sul suo rapporto con Dida: “Il fatto che ci fosse lui come allenatore dei portieri è stato uno stimolo in più, perché sapevo che mi avrebbe permesso di migliorare, visto che è stato uno dei migliori al mondo. Inoltre, da un punto di vista tecnico e di dimensioni fisiche, siamo simili, e questo aiuta. Quando l’ho incontrato, ho capito che è anche una persona umile, che ama il suo lavoro e vive di calcio, proprio come me. Come con Pioli, parlo molto anche con Dida, analizziamo tutte le azioni, quei dettagli tecnici che possono fare la differenza. È un vero punto di riferimento per me”

Sulle differenze tra la scuola portieri italiana e quella francese: “In Francia si lavora molto sulla tecnica del gioco di mani, in Italia si coltiva molto anche il gioco di piedi. Poi ci sono differenze di dettagli, per esempio sulla posizione del corpo, delle gambe, nelle uscite, che sono più aggressive sui piedi degli avversari in Italia che in Francia”

Sulla sua migliore qualità: “Tecnica e tattica si lavorano quotidianamente, quindi direi la forza mentale”.

Sulla sua miglior parata in questa stagione: “Direi quella su Sebastiano Luperto, contro l’Empoli, a San Siro. Da settimane con Dida discutevamo di quel tipo di parate e non la pensavamo allo stesso modo. Poi, però, ho applicato esattamente quello che mi chiedeva e sono riuscito a deviarla in corner. È una sorta di sintesi del nostro lavoro”

Sulla possibilità di essere tra i 5 migliori portieri europei: “Lavoro solo per essere il migliore, ma non sta a me dire se sono tra i top 5. Non penso al premio Yashin, è qualcosa di relativo. Però, se lo vincessi, farebbe comunque piacere”

Sul suo idolo d’infanzia: “Non ne ho mai avuti. Tuttavia, studio bene tutti i grandi portieri. Apprezzo Manuel Neuer, ma in cameretta da bambino avevo i poster di Zinedine Zidane, Ronaldinho, Steven Gerrard, Samuel Eto’o e pure di Zlatan Ibrahimovic”

Sui francesi del Milan: “Pierre Kalulu si è rivelato davvero forte, anche mentalmente, ha saputo sfruttare al meglio la sua occasione e spero continui così. Con Theo Hernández siamo molto legati pure in nazionale. Olivier Giroud non è una sorpresa per nessuno, ha pure demolito, come promesso, la maledizione del numero 9”.

Sulle differenze tra la Ligue 1 e la Serie A: “In Italia tutte le squadre se la giocano e ti aggrediscono, c’è più intensità. In Ligue 1 le piccole di solito si chiudono di più”

Sugli insulti razzisti: “La cosa dura da anni e non sarò l’ultimo. Dopo Cagliari mi hanno convocato per dare la mia versione, ma non è successo nulla. Ho la fortuna di essere sostenuto davvero dal Milan, ma nelle istituzioni italiane ed europee c’è chi forse non è interessato a punire i colpevoli. Lamentarsi non basta più, allora toccherà a noi giocatori fare qualcosa”

Sugli obiettivi per la Champions League: “Fare sempre meglio, imparando da quanto vissuto quest’anno. Non la vinciamo da troppi anni. È un mio obiettivo riportare il Milan ai vertici anche in Europa, dove gli spetta”

Sulla Francia favorita ai Mondiali: “È un peccato che l’Italia non ci sia. Non credo a chi parla di favoriti, ma daremo sempre tutto per ottenere il massimo”

Milan: Mike Maignan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Mike Maignan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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