L’arrivo di Luka Jovic al Milan ha sollevato opinioni contrastanti nell’immediato. C’era chi non lo riteneva giocatore “da Milan” (nonostante i suoi trascorsi, seppur non felicissimi, al Real Madrid), e chi invece aveva fiducia che in un ambiente e un gruppo così, si potesse adattare benissimo.
C’è da dirlo, i primi mesi sono stati da incubo per l’attaccante serbo: è arrivato per far rifiatare Giroud, ma quando entrava in campo era spesso assente nelle migliori azioni e molto impacciato con il pallone tra i piedi. Queste visioni non sono piaciute sin da subito al popolo rossonero, che non gradiva e non capiva tutta questa fiducia che Stefano Pioli riponeva in lui.
“Mi aspetto di più da lui, – aveva affermato il tecnico rossonero dopo Milan–Fiorentina del 25 novembre (1-0) – perché ha dei mezzi che nemmeno lui conosce, deve scattargli qualcosa che gli permetta di essere più cattivo e incisivo perché è un giocare di talento. Lui deve pretendere di più da se stesso.”
La fiducia così “gratuita” del suo allenatore, ha certamente fatto scattare qualcosa in lui, che solamente 3 giorni dopo subentra in campo contro il Borussia Dortmund e fa tremare la porta giallonera colpendo in pieno il palo e, nonostante i soli 13 minuti giocati, mettendo in campo una prestazione complessivamente sopra la sufficienza.

LA SVOLTA CONTRO IL FROSINONE
Dopo la partita in Champions League contro i tedeschi, il 2 dicembre arriva il Frosinone a San Siro. Jovic parte titolare, per rimpiazzare l’assenza dello squalificato Giroud. Il serbo fa una partita eccelsa, primo gol e primo assist per lui in maglia rossonera, ma è solo l’inizio.
Da quel 2 dicembre ad oggi (2 febbraio) sono passati esattamente due mesi, tante vittorie e altrettanti gol fatti per l’ex Eintracht. Parliamo di 6 gol fatti (2 in Coppa Italia e 4 in campionato) e 1 assist in 9 partite giocate negli ultimi 60 giorni: non male, considerando anche le poche titolarità avute. Ma le occasioni, quelle sono sempre state sfruttate a pieno.
Domani, allo Stadio Benito Stirpe di Frosinone, sarà l’occasione per chiudere una sorta di cerchio, un periodo positivo da cui partire per poi andare a prendersi un nuovo contratto con il Milan che, ricordiamo, scadrà a giugno. L’accordo preso d’estate prevede che a fine contratto le parti si incontreranno e vedranno se ci sarà la possibilità di proseguire insieme.
Il Milan spera che il serbo possa avere ancora più di 20 partite (immaginando un presunto cammino positivo in Europa League) per dimostrare il suo lavoro.
Certo è, che per il momento la testa deve rimanere sulla partita di domani, contro i giovani ragazzi di Di Francesco, che faranno di tutto per fare lo scherzetto al Diavolo.


