Luigi Maria Prisco, figlio di Giuseppe Prisco, ha ricordato alla Gazzetta dello Sport della vicina acquisizione dell’Inter da parte di Silvio Berlusconi. Le dichiarazioni più interessanti.
L’avversario più sentito: “Il Milan, perché noi dell’Inter nasciamo da uno scisma, da una separazione traumatica con il Milan e questa cosa ce la portiamo dentro“.
Il coro del padre contro il Milan: “Eravamo a Vienna, nel 1994 per l’andata della finale di Coppa Uefa. Passeggiavamo in un’isola pedonale, Peppino venne riconosciuto da un gruppo di tifosi che gli chiesero di dire o fare qualcosa. E lui non trovò di meglio che prodursi in questa intemerata contro il Milan, all’epoca fortissimo. Il proprietario di un locale chiamò la polizia. Gli agenti pensavano che Peppino stesse orchestrando una protesta politica: quando capirono, scoppiarono a ridere“.
Il mancato acquisto dell’Inter da parte di Berlusconi: “Lo conobbe nel 1972, quando Berlusconi era un semisconosciuto costruttore e molti ne storpiavano il cognome in Bernasconi. Peppino a casa ci disse che nella sede dell’ordine degli avvocati a Milano si era presentato un certo Silvio Berlusconi per chiedergli di intercedere con Ivanoe Fraizzoli, il presidente dell’Inter di allora. Sì, Berlusconi voleva comprare l’Inter. Peppino era rimasto colpito: ‘Mi ha fatto un’impressione enorme, ha le idee molto chiare’. Non so se volesse l’Inter perché interista e non milanista o perché la considerasse più acquistabile rispetto al Milan. Peppino gli procurò un colloquio con Fraizzoli, ma il presidente disse di no: ‘Lei ha 35 anni,è troppo giovane, ritorni tra dieci anni’“.
Il ritorno di Berlusconi: “All’inizio degli anni Ottanta e Fraizzoli disse un’altra volta di no. Era scoppiato lo scandalo della P2, tra gli iscritti era saltato fuori anche il nome del Cavaliere e Fraizzoli, un po’ moralista, sentenziò: ‘Non vendo l’Inter a un piduista’. Che poi tanta gente si è ritrovata iscritta alla P2 senza saperlo“.


