Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera nella quale ha parlato del calcio italiano in generale, toccando diversi temi nello specifico. Tra questi anche la possibilità di vedere Milan-Como disputata all’estero: ecco alcuni passaggi.
Sulle urgenze del calcio italiano: “La prima è legata al discorso stadi, una vera emergenza per il Paese. Faccio una battuta: per fortuna non siamo degli appassionati bevitori di birra, altrimenti sarebbe un problema andare in bagno negli impianti. Il problema va affrontato non solo in vista di Euro 2032. Poi i temi fiscali: se vogliamo rinverdire i fasti della Nazionale occorre investire sui vivai e in tal caso servono degli sgravi. Infine la pirateria, la madre di tutte le battaglie. Il danno economico per lo sport è di 350 milioni l’anno: sono partite le prime sanzioni per colpire l’utilizzatore del cosiddetto ‘pezzotto’, bisogna far capire che chi si affida alla pirateria sta rubando, quindi è un ladro. È un fatto anche culturale“.
Su Milan-Como all’estero: “La Serie A mantiene tutto il movimento, ma abbiamo solo il 18% di rappresentatività. Questo minor peso viene controbilanciato in termini di qualità dei rapporti. L’esempio è Milan-Como a Perth. La FIGC ci ha dato semaforo verde ed essendo Gravina vicepresidente UEFA confido che ce lo fornisca anche Ceferin. Quanto alla FIFA, Infantino mi ha ascoltato con attenzione. Del resto, San Siro non sarà disponibile a causa delle Olimpiadi invernali“.
Simonelli racconta un retroscena: “Mi sarebbe piaciuto disputare tutta la prima giornata lontano dall’Italia. Dove? Negli USA, avevo ricevuto una proposta economica. Sarebbe bello poterlo fare in futuro, quando magari ci saranno regole più permissive“.
Sui cambiamenti che vorrebbe apportare: “Vorrei far appassionare i giovani che sono distratti dai social. Le partite non possono di sera iniziare alle 20.45, devono cominciare prima al fine di attrarre i clienti del futuro: dipendesse da me fisserei il fischio di inizio alle 20“.
Sulla sua squadra dei sogni: “Sono due: l’Italia del 1982 e, da amante del bel gioco, indico il Milan di Sacchi e degli olandesi“.


