Rafael lo “spaccapartite”. È questo il vero Leao?

Anche contro i primi della classe si è visto un Leao in grado di entrare e spaccare la partita. Dopo diversi mesi dietro le quinte, Rafael sta pian piano riconquistando la fiducia di Stefano Pioli, che dopo averlo martellato spesso con la frase “può fare di più” ora può essere soddisfatto. Certo, il portoghese deve ancora mostrare il suo talento a 360° ma ieri sera c’era bisogno di colpire e lui non ha esitato a raccogliere un pallone sporco e trasformarlo nel 3-2 che ribalta il match. Ultimamente l’ex Lille è solito giocare la mezzora finale, probabilmente per cogliere di sorpresa le difese avversarie dopo le fatiche di un’ora di gioco, ma è una mossa che sta fruttando punti. Sì, perché non dimentichiamoci che, nonostante i gol siano “solo” 3 dei 15 totali dalla ripartenza, il peso di ognuno ne vale almeno il doppio.

Tre reti da subentrato, Leao l’ammazza-partite

Un appellativo che finora descrive più il ruolo di Douglas Costa alla Juventus, con un’abilità straordinaria nell’entrare e cambiare le sorti del match: l’ammazza partite. Ora si può dire lo stesso anche di Rafael, che con i suoi gol sta incidendo in maniera importante sul risultato finale del suo Milan. Prima l’1-4 a Lecce che chiude i conti. Poi la rete a Ferrara che corona gli sforzi, fino a prima inutili, degli attacchi rossoneri, che permetterà di raggiungere il pari in extremis. Ed infine, il gol che vale la remuntada contro i primi della classe. Non male. Soprattutto considerando quel che si era visto nel pre-lockdown. Il portoghese, a fine gara, ha poi voluto chiarire quale sarà il suo futuro, sottolineando come sarà ancora nel Milan. Nelle ultime settimane si è parlato molto di cessione, di prestito, ma sono voci che vengono smentite dai fatti. Leao ha talento, può giocarsela nel Milan e, dopo la gara di ieri, ha dimostrato di poter entrare in partita con la giusta mentalità anche nelle grandi occasioni.

L’ultimo tassello: la continuità

Detto questo, stiamo vedendo il vero Leao? Diciamo in una buona parte. Il talento non si discute, così come evidenziano i 30 milioni spesi la scorsa estate. Ora serve continuità, in stile Ante Rebic. D’altronde, con l’arrivo di Rangnick ed il probabile addio di Ibra, lo spazio e le opportunità potrebbero salire vertiginosamente. Il Professore, maniaco del pressing e del calcio veloce, potrebbe essere un ulteriore assist per la crescita di questo ragazzo che finora ha vissuto una stagione dietro le quinte. Nessuna colpa a Stefano Pioli perché i limiti del classe 99′, soprattutto sul piano della personalità, erano evidenti a tutti. Anzi, se ora Leao dovesse proseguire in questa direzione, si tratterebbe dell’ennesimo merito del tecnico emiliano, che a malincuore di molti dovrà fare le valigie e lasciare la panchina a Ralf Rangnick. Ma tornando al giocatore, questo finale di stagione può rivelarsi importante e dare un’impennata decisiva alla qualità delle sue prestazioni che, in futuro, dovranno essere completate con l’ultimo tassello: la continuità.

Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

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