Leao tra prestazioni e percezioni. È di nuovo “Rafa time”

Dopo i 45 giorni di stop per l’infortunio muscolare, una manciata di minuti con Napoli, Juve e in nazionale, Leao dovrebbe tornare a giocare una gara da titolare a oltre 2 mesi dall’ultima occasione, ovvero l’esordio stagionale del 17 agosto in Coppa Italia col Bari.

Il momento è già delicato perché è l’inizio di un blocco di gare tra due soste nazionali, nel quale il Milan dovrà far a meno di diversi elementi. È inevitabile dunque che la pressione ricadrà anche se non soprattutto su Rafa, col carico delle vibes negative derivanti dalle opportunità non concretizzate allo Juventus Stadium.

Dopo tanti anni ad osservare la crescita del giocatore e dell’uomo Leao, nel mondo Milan c’è la sensazione che il calciatore sia in parte incompreso. È indiscutibilmente il più talentuoso della rosa, è ed è stato il ‘go to guy’ quantomeno dell’ultimo lustro rossonero. Eppure nonostante questo non ha da tempo il pieno supporto ed empatia dei tifosi.

Chi ha lavorato con lui ha spesso parole al miele sia sulla persona che sul professionista. Media e supporter invece non riescono ad avere una connessione positiva con lui, tantomeno col suo atteggiamento on the pitch e meno ancora coi suoi hobby extra campo.

Troppo distratto dalla musica e da Twitch, questo è ciò che molti ritengono. Forse è un problema generazionale, nel senso che molti millennial e boomer non possono del tutto comprendere l’utilizzo di alcuni social genericamente utilizzati per lo più da giovani. O forse lo stesso Leao non ha ancora trovato una modalità migliore di comunicare con l’ambiente che lo circonda. Comunicazione nel senso più completo, sia orale che linguaggio del corpo.

Talvolta viene percepito come svogliato, addirittura irritante, per i milanisti e più in generale per gli appassionati. Nonostante le critiche costanti che mai si placano, resta uno dei migliori giocatori della Serie A per la statistica di gol e assist combinati negli ultimi 5 anni e miglior assistman in assoluto in Italia degli ultimi 3 anni.

Si dice ogni annata ma è una sentenza sempre valida: questa è la stagione nella quale deve far il salto di qualità. È una refrain, a volte retorico, ma rappresenta anche qualcosa di reale. La sensazione però è che non sia solo una questione di prestazione ma anche di percezione. Ancora una volta però il Milan è nelle sue mani, proprio quando la squadra sembrava non esser più dipendente dalle folate del portoghese. È solo autunno ma questa porzione dirà molto di Leao e del futuro del Diavolo.

Milan: Rafael Leao (Photo Credit: Fabrizio Andrea Bertani / Pacific Press / Shutterstock / IPA via IPA Agency)
Milan: Rafael Leao (Photo Credit: Fabrizio Andrea Bertani / Pacific Press / Shutterstock / IPA via IPA Agency)

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