Rafa Leao dovrebbe presentarsi regolarmente al raduno del Milan e questa è una notizia che può fare piacere dopo la cessione di Reijnders insieme al quasi addio di Theo. È il primo passo di una nuova fase che potrebbe segnare in modo definitivo la carriera del numero 10 in rossonero.
Dopo stagioni ad intermittenza, ma importanti a tal punto da risultare il miglior assistman e uno dei migliori marcatori, il portoghese è chiamato da Massimiliano Allegri a fare quello scatto in avanti promesso da tempo. Non basta più essere un talento: ora serve essere un punto di riferimento.
La chiamata di Allegri
L’ex tecnico della Juventus ha già preso contatto diretto con Leao. Non si tratta di un semplice gesto di cortesia: Allegri sa che costruire un Milan competitivo senza passare da Leao è una mission difficile.
Con Allegri cambiano le regole del gioco. Non c’è spazio per i giocatori discontinui. Chi scende in campo deve fare la differenza, costantemente. E Leao, per quanto indiscutibilmente talentuoso, è al bivio: diventare il fuoriclasse che guida la squadra, oppure fare bene senza mostrare il 100%.
Scorso anno Fonseca nel ritiro del Portogallo
Un anno fa, Paulo Fonseca — allora nuovo allenatore dei rossoneri — si spinse fino al ritiro del Portogallo per parlare con Leao. Un gesto di fiducia, quasi paterno, per stimolare il ragazzo a responsabilizzarsi.
Fonseca non lo ha sempre difeso, ma ha cercato di farlo crescere. Allegri non è un allenatore che concede troppa indulgenza: pretende rendimento, chiede impegno, e chi non segue resta indietro.
Senza Theo, zero alibi
Da un momento all’altro si spezzerà la catena di sinistra del Milan e il binomio Theao sarà solo un lontano ricordo. I due spesso si dividevano il peso della creazione, mentre adesso Leao sarà da solo. Non avrà più il paracadute. Se il Milan vorrà attaccare sulla sinistra tutto passerà da lui. Un’enorme responsabilità, ma anche un’occasione irripetibile.
Un rischio già appurato al Milan
Se non coglie l’attimo, la pressione mediatica e quella dei tifosi potrebbero diventare insostenibili. Leao ha sempre diviso l’opinione pubblica: c’è chi lo vede come un potenziale fuoriclasse mondiale e chi lo considera un giocatore di valore ma inespresso.
In una stagione di transizione, con un nuovo tecnico e tanti work in progress, se il Milan non dovesse ingranare, il primo a finire nel mirino sarebbe proprio lui. Perché è il più pagato, perché è il volto delle campagne marketing, perché da lui ci si aspetta sempre il colpo risolutivo. E quando manca, pesa il doppio.


