Le live Instagram nuovo format di comunicazione. Quante indicazioni interessanti da Maldini e Nesta

Nelle ultime settimane, complice la quarantena, si stanno sviluppando nuove forme di comunicazione. Lo si fa giocoforza con amici e parenti nel quotidiano, lo si fa anche nella sfera lavorativa naturalmente. Ed anche il giornalismo come ovvio che sia, sta vivendo un periodo di forte spinta innovativa, in quanto si moltiplicano i modi di comunicare appunto.

In ambito calcistico è diventata ormai consuetudine seguire in particolare le live di Instagram di Vieri e di Cannavaro. Ognuno nella sua rispettava pagina, come sapete tutti molto bene, ospita un calciatore in attività o meno, più spesso ex giocatori, e intrattiene un pubblico di decine di migliaia di appassionati, con domande molto dirette, con buoni tempi, e ricevendo sopratutto risposte più schiette.

La piattaforma informale, l’intervistatore amico ed ex collega, pone a proprio agio l’intervistato, ottenendo così un prodotto giornalistico molto interessante e da non sottostimare anche per il futuro, per il post quarantena intendiamo. Poco comprensibile infatti le critiche mosse dal Corriere dello Sport in questi giorni proprio a questo che potremmo considerare un nuovo format. Cela forse il timore di un’altra modalità concorrente di informazione?

Da rossoneri abbiamo di sicuro apprezzato le live Instagram di Vieri con Maldini, dove in modo leggero ma composto Paolo ha descritto il momento particolare, circostanziandolo alle situazioni di casa Milan, lasciando intendere di voler lavorare ancora con spirito e volontà, nonostante il licenziamento di Boban. Questione non scontata.

O le due chiacchierate di Nesta, con Bobo ed anche con Cannavaro, nelle quali Sandro ha con forza evidenziato quanto l’organizzazione Milan fosse da top team mondiale e quanto questo faccia la differenza per un calciatore. Sottintendendo che oggi né club né tantomeno i giocatori ne siano purtroppo consapevole.

Spunti banali o conosciuti per qualcuno, ma i modi e i toni fanno capire che stiamo
vivendo una piccola rivoluzione digitale dell’informazione e per i temi toccati, abbiamo la riprova che la nuova generazione di calciatori, non è fatta della stessa pasta di quella precedente e che le differenze vanno cercate anche nelle gestioni societarie. L’avevamo capito? Probabilmente si, ma sbattuto in faccia in questo modo così diretto fa più effetto.

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