A pochi giorni dalla sfida contro il Milan, il tecnico della Lazio, Gennaro Gattuso, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Di seguito le dichiarazioni di Gattuso.
Le parole di Gattuso
«Sapevo bene le difficoltà ambientali e tante altre difficoltà e sono venuto con grande voglia e senso di appartenenza. Mi trovo a mio agio e dobbiamo continuare, c’è tanta gente che ama questo club, lo tocco con mano. Da subito avevo parlato di elmetto e tantissimo impegno, continuiamo su questa strada qua. È un orgoglio essere qui. Non è cambiato nulla dopo la sconfitta contro il Mantova, è un percorso. Mi hanno chiesto dove può arrivare questa Lazio, ma io ho sempre detto che non si tratta di dove può arrivare, ma di creare un ambiente positivo a Formello e una mentalità sapendo dove vogliamo andare.
Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità. La partita con il Mantova ci sta in un percorso, poi è ovvio che fa male e brucia, soprattutto uscire al primo turno così. Abbiamo ancora i nostri pregi e difetti e forse li avremo sempre, ma c’è bisogno di creare una mentalità che te la può portare non solo il lavoro dentro al campo ma anche credere in ciò che si fa. Abbiamo cambiato tanto, l’anno scorso c’era un maestro come Sarri che faceva determinate cose. In poco tempo abbiamo provato a smontare tutto non perché non andasse bene, ma perché la mia idea è quella di un calcio più aggressivo e fisico.
Quella partita di Coppa Italia l’abbiamo pagata cara, ma siamo sulla strada giusta. Sappiamo che sarà un campionato difficile per noi, però sicuramente l’obiettivo è dare un’identità precisa alla squadra. In attacco dobbiamo migliorare negli ultimi venti-venticinque metri. I numeri ce lo dicono e si è visto nelle prime partite. Abbiamo la possibilità e la capacità di migliorare. Tutti i giocatori che si occupano nella fase offensiva devono essere bravi.
È arrivato Gudmundsson, è andato via Dia che era molto bravo a legare il gioco e ci dava una mano in fase offensiva e difensiva. Gud farà parte degli altri giocatori che ho davanti, lui può giocare come falso nove, esterno… Bisognerà entrargli nella testa per capire dove ci può servire. Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno, è surreale entrare in campo, sembra di essere tornato in pieno Covid. Io l’ho vissuto, ero al Napoli.
Lo stadio è bellissimo, vederlo tutto vuoto… non è facile, questo è il mio sogno. Non solo al derby, ma di vederlo pieno. Ci ho allenato e giocato tante volte, so che atmosfera c’è. Però bisogna rispettare la decisione. Il calcio senza tifosi non è calcio: spero che un giorno tutto questo finisca e di toccarlo con mano, perché vorrebbe dire che sono ancora qua. Poi i tifosi sono persone coerenti, hanno deciso di fare questa roba e non voglio entrare nel merito. È gente coerente, che sta seguendo una linea e noi possiamo solo che lavorare, riuscire a fare più risultati possibili e sperare che tutto questo si possa sistemare», conclude Gattuso.



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