Milan e Kaka: l’arma impropria dal suono “Kaboom”

Dalla patria del calcio al palcoscenico più importante del medesimo sport. Ci vorrà poco per rendere il coro “Siam venuti fin qua per vedere segnare Kaka” un’incisione nel corpo di ogni milanista, dal 16 agosto 2003 quel ragazzino costato 8,5 milioni di euro diventerà un’arma impropria.

Chi prova costantemente la giocata dà la dimostrazione di essere sé stesso. Per convincere il San Paolo c’è voluta molto più di una formale chiacchierata ma il duo delle meraviglie Berlusconi-Galliani – cavaliere e boss – sapeva i tasti da toccare.

Quanta qualità in quel Milan, solitamente dopo la vittoria della Champions League i club adottano un piano di stabilizzazione prolungando il periodo florido. Ci sarebbe un ragazzo, campione del Mondo in Corea con il suo Brasile, che può completare il reparto già ultra chic.

Ricardo Izecson dos Santos Leite aka Kaka si ritrova a Milanello subito dopo Ferragosto tra lo stupore di Ancelotti nel vederlo con la palla al piede. Soffierà il posto a Rui Costa, non uno qualunque. Andata e ritorno contro il Manchester United di Sir Alex Ferguson balla ancora a ritmo di samba verdeoro: due delle tante.

Ricardo Kakà
Ricardo Kakà

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