Kakà: “Ad Atene c’era in noi il dubbio del 2005, vincere fu bellissimo. Milan attuale simile al nostro”

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A due giorni dalla sfida contro l’Atletico Madrid, i canali ufficiali del Milan hanno intervistato Ricardo Kakà. Queste le dichiarazioni integrali dell’indimenticato trequartista brasiliano:

Kakà sui suoi ricordi della Champions: “Mi ricordo soprattutto la musichetta, la gente allo stadio, tutta quella che è l’atmosfera di giocare quelle partite. Il primo gol a Bruges? Venne alla fine su un cross di Cafù, segnai alla mia maniera con quello che poi è diventato il mio colpo classico. Fu indimenticabile. E’ molto più di quello che avevo sognato, anche perchè il mio primo gol in assoluto col Milan lo feci in un derby”.

Kakà su Istanbul: “La finale del 2005 fu una delle più belle partite di Champions in assoluto, l’abbiamo persa noi. Non vincere fu molto duro perchè sapevo la difficoltà di arrivare a fare una finale di Champions e temevo non mi ricapitasse più. Quella partita mi ha insegnato tantissimo e mi ha fatto crescere sia come persona che a livello professionale. L’anno dopo abbiamo perso in semifinale contro il Barça , furono anni di molti dubbi sul poter vincere ancora la Champions, poi ad Atene si è concluso il ciclo”.

Sul 2007: “E’ stato l’anno più bello della mia carriera a livello di risultati sia collettivi che personali. Non avevo l’obiettivo di esser capocannoniere, ma dopo l’addio di Sheva Ancelotti mi ha messo a giocare più avanti, e sono diventato di fatto una seconda punta accanto a Pippo. Così riuscii a diventare capocannoniere della Champions, una cosa molto difficile, ma io riuscii a fare dieci gol e vincere la Champions”.

Kakà su Manchester-Milan: “Quella semifinale fu veramente speciale, fare due gol a Old Trafford e non vincere dimostra come è difficile giocare la Champions. Il gol? Fu uno dei più belli della mia carriera. Non vincere la prima partita ci diede una carica in più per vincere a San Siro. Eravamo molto fiduciosi di farcela contro una squadra comunque fortissima, fu la partita perfetta ed una serata indimenticabile per i milanisti”.

Su Atene: “La Finale era una partita sempre delicata con tante emozioni, c’era in noi ancora il dubbio del 2005 contro lo stesso avversario. Alla fine del primo tempo avevamo già una scarica di emozioni, ma sapevamo che la partita non era finita, poi ho fatto assist a Pippo: quando vedo entrare la palla eravamo talmente stanchi che festeggiamo solo io e Pippo in un primo momento. Tutti volevamo che non succedesse quello che era successo a Istanbul. Con il gol di Kuyt c’è ancora il brivido ma al fischio finale abbiamo vinto. La cosa più bella della Champions sono le partite, sin dal girone, avere tanti ostacoli e riuscire a superarli. Quando tieni la Coppa in mano dici ‘Ce l’ho fatta, il mio nome adesso è nella storia della squadra, del paese e del calcio’, è molto bello provare questa sensazione”.

Kakà sul Milan attuale: “Era brutto vedere la Champions senza il Milan, ora sta tornando ad essere protagonista in Italia ed in Europa ed è molto molto bello. L’esperienza di quest’anno è molto utile per capire cos’è la Champions, mi piace molto il mix di esperienza e gioventù perchè anche il nostro Milan era così. I “vecchi” ci aiutavano molto in queste partite, per i giovani non è facile affrontare stadi storici con tanti tifosi e se non hai un supporto è molto dura. I giovani hanno fatto esperienza, speriamo che il prossimo anno il Milan torni in Champions e sicuramente i risultati saranno completamente diversi”.

Kakà conclude: “Indossare la maglia rossonera è ancora speciale, quando la metto in casa o in giro è bello, in Champions lo era ancora di più perchè sapevo dell’importanza per i tifosi e la squadra e per tutto ciò che la Champions significa, stavi rappresentando uno dei club più grandi al mondo”.

Ricardo Kakà
Ricardo Kaka – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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