Una settimana d’attesa, una settimana di fuoco. Per molti un destino segnato, ma un’obiettivo comune: chiudere la stagione a testa alta. E, scherzo del destino, al grande appuntamento mancheranno i tre punti chiave di questa rosa: Theo Hernandez, Castillejo e Ibrahimovic. Uno per reparto, ma sono bastati questi tre nomi per anticipare un po’ quel che i tifosi si aspettano che accada allo Stadium. Servirà un’impresa. Mister Pioli non dovrà sbagliare un colpo come i propri giocatori, parole d’ordine: segnare. Sarà così semplice? Niente affatto. Dalla stagione 2011/2012 sono stati 12 i match a Torino contro la Juventus e il bilancio dei rossoneri non promette nulla di buono: un pareggio ed 11 sconfitte tra Serie A e Coppa Italia. Ed in complesso, un tabù che si protrae dalla doppia vittoria dell’edizione 2015/2016 in cui il Milan trionfò sia in campionato (1-0 a San Siro) che nella gara che valse la Supercoppa a Doha.
Che Milan sarà?
Ed oggi un Milan che si ritrova settimo in classifica, con tante assenze e un’incognita sul futuro dei giocatori in campo e non solo, potrà sbancare Torino? A dirla così le probabilità sono molto poche. Ma non dimentichiamoci dei valori che appartengono e sono sempre appartenuti a questa maglia: il sacrificio e la determinazione. Un esempio è proprio la partita di Doha citata poco fa. Non era un Milan di campioni, nemmeno una squadra con calciatori di esperienza che potessero suonare la carica nei momenti di difficoltà. Però era un gruppo di ragazzi che ha lottato e che non si è fatto scoraggiare dalla superiorità tecnica dei vari Dybala, Higuain, Mandzukic, Pjanic, eccetera. Ma ad oggi, quel rigore regalato nei minuti finali pesa come un macigno. Però ci sono alcuni fattori che possono giocare a favore di Romagnoli e compagni. Le porte chiuse, sicuramente meno pressione di un pubblico a sfavore, e la consapevolezza di avere soli 90 minuti per cambiare il risultato e la stagione, che potrebbero dare la giusta adrenalina per dare tutto senza dover pensare ad altro. D’altra parte la Juventus si sta giocando molto anche in campionato, deve rimontare il Lione in Champions e potrebbe decidere di risparmiare le energie proprio contro il Milan.
Pioli, una settimana chiave per un’ultima gioia
Chi si ritroverà a dover motivare dei ragazzi con già un piede fuori da Milanello è Stefano Pioli, pronto a reggere il timone ancora per un paio di mesi. Davvero difficile entrare nella testa dei calciatori quando sei consapevole che al 99% non sarai più il loro allenatore, ma Pioli da tempo ci ha abituato a grande professionalità e non c’è dubbio che ce la metterà tutta anche questa volta. Tra l’altro, dover spronare dei ragazzi che a loro volta faranno la valigie al termine della stagione, come Bonaventura o Biglia. Eppure all’ex tecnico di Inter e Fiorentina può bastare meno di una settimana per salvare una stagione. Passando il 12 contro i bianconeri, la finale del 17 contro la vincente di Napoli-Inter può regalare l’ultima gioia rossonera a mister Pioli, che comunque andranno le cose ha avuto il merito di dare una dritta finale positiva all’ennesima stagione buttata al vento.

