In un momento di blackout calcistico, tra giocatori che studiano il proprio futuro e vecchie glorie che ricordano le conquiste passate, c’è spazio per molte riflessioni. C’è pure chi è un mix delle due cose, come Jesus Suso, che pochi giorni fa ha rilasciato un’interessante intervista in cui ha parlato, oltre del presente al Siviglia, dei diversi momenti trascorsi in rossonero. Lo spagnolo ha alternato momenti di gioia, come la doppietta nel derby, ad altri di dolore e delusione, come l’addio sotto la pioggia di critiche. Cinque anni in cui pian piano si è guadagnato una maglia da titolare, diventando un calciatore importante per il club, forse troppo. Di fatti, il gioco del Milan negli ultimi anni ‘dipendeva’ molto dalle giocate dell’ex Liverpool, in grado di tirar fuori dal cilindro la palla giusta per accendere il match. Un fattore che se da una parte può esser considerato positivo, dall’altra può ritorcersi contro. Una squadra condizionata dalle giocate di un solo calciatore può spegnersi in un qualsiasi momento, qualora il suo top player non riesca ad incidere. Un po’ quel che è accaduto nei primi mesi con Giampaolo.
JOVIC, REBIC E LEAO – Tutti sappiamo com’è andata a finire. Un undici che con quell’impostazione di gioco non riusciva ad essere efficace, poco imprevedibile e facilmente contrastabile. Ecco perché l’obiettivo del nuovo Milan deve essere l’imprevedibilità. Un team in grado di attaccare in diverse modi, in stile Lazio, ed arrivare in porta con le giuste idee. Ripartire dall’esplosività di Rebic, che con la sua forza fisica abbinata alla velocità è in grado di mettere in difficoltà chiunque. Un altro giocatore da valorizzare è Rafael Leao, che quest’anno si è visto solo a tratti. Al netto del poco spazio, stiamo parlando di un calciatore giovane e di prospettiva. Agile, veloce nei cambi di direzione e con una grande capacità di conduzione palla, fattori che lo rendono un’attaccante pericoloso. Ed infine, una suggestione degli ultimi giorni: Luka Jovic. Il serbo è un centravanti moderno, in grado di occupare l’area di rigore e di fare movimento attorno ad essa, non lasciando punti di riferimento. Da capire se potrebbe essere funzionale nel Milan, se sarà di gradimento al prossimo allenatore e se l’affare avrà cifre sopportabili. Ma un trio composto da Rebic, Leao e Jovic potrebbe davvero mettere in difficoltà tutte le difese italiane.
IN CHE MODO? – Supponiamo che nel mercato estivo Ibra decidesse di non rinnovare e che la proprietà punti su Jovic. Come è possibile far coesistere tutti e tre i calciatori? Se rimasse Pioli, anche tramite il 4-4-2. Mentre Rebic e Castillejo andrebbero ad interpretare il ruolo di esterno, Leao e Jovic sarebbero le due punte, creando così un reparto giovane e talentuoso, proprio come desidera Elliott. Ante, insieme al suo vecchio compagno dell’Eintracht, può riproporre la stessa intesa e ciò significherebbe un vantaggio iniziale. Da sottolineare come Jovic, oltre al ruolo di centravanti, sia in grado di interpretare anche la veste di esterno, andando a ricoprire un’eventuale emergenza sulle fasce. È chiaro che per accaparrarsi un giocatore di tale calibro, acquistato per 60 milioni, la proprietà dovrà compiere uno sforzo economico e fare un’eccezione sull’ingaggio. Ricordiamo che il Milan risparmierà oltre 10 milioni di euro dagli stipendi di Biglia e Bonaventura ed inoltre, se il Siviglia si qualificherà in Champions League, arriverebbero altri 25 milioni dal trasferimento di Suso. Aggiungendoci un’ulteriore cessione, magari di Paquetà o Kessie, i rossoneri potrebbero raggiungere la somma necessaria per strappare Luka Jovic, facendo leva sugli ottimi rapporti con il procuratore che è il medesimo di Rebic.

