Si è conclusa la conferenza stampa di presentazione di Ardon Jashari. Il nuovo numero 30 del Milan ha parlato di mercato, ambizioni e sogni del passato. Queste le dichiarazioni integrali, direttamente dalla sala stampa di via Aldo Rossi.
“Buongiorno a tutti. Le mie sensazioni su questo club sono incredibili. È un sogno che si realizza, non solo per me, ma anche per la mia famiglia. È davvero incredibile. Sono qui da pochi giorni, ma ho ricevuto un benvenuto davvero caloroso. Ho già avuto qualche minuto, sta andando tutto bene e sono orgoglioso di questo“.
La trattativa: “Che periodo è stato quello della trattativa? Penso che tutti sappiano che è stato un periodo piuttosto lungo per tutti. Fin dall’inizio e dai primi contatti con il direttore Tare, era chiaro per me che volessi compiere questo passo. Sapevo che sarebbe stato difficile perché ero un giocatore importante per il Club Brugge e non mi avrebbero lasciato andare facilmente. Sono stato paziente. Insieme al Milan e a Tare ho parlato molto, mi ha trattato molto bene e mi ha fatto capire che avrebbe fatto di tutto per portarmi qui. Ho sempre voluto il Milan, lo sapevano tutti. Qualsiasi altro club sarebbe venuto a bussare alla mia parte, io volevo solo il Milan. Ho dato la mia parola a Tare e Ibrahimovic“.
Su Allegri: “Primi giorni con Allegri? Penso che sia vero quello che dicono altri giocatori. Non posso che spendere parole positive per lui, per lo staff e per i compagni. Ho avuto la sensazione che fosse a stretto contatto con i giocatori, il giusto equilibrio dentro e fuori dal campo. C’è un’armonia incredibile che si percepisce nello spogliatoio. Poi in campo tutti sanno che si tratta di vincere“.
Differenze con De Ketelaere: “L’unico punto in comune tra me e De Ketelaere è il fatto che proveniamo dallo stesso club. Siamo giocatori diversi, abbiamo personalità diverse. Viviamo le nostre carriere. Sento la pressione, ma ogni giocatore che veste questa maglia la conosce. È normale che ci sia quando arrivi qui. Non si tratta di paragonarmi a lui. Cercherò di rendere i tifosi orgogliosi e tutti coloro che hanno avuto fiducia in me“.
Idolo: “Il mio idolo quando tifavo Milan da ragazzo? Il mio giocatore preferito era Andrea Pirlo, era il mio riferimento. Ho anche una storia abbastanza simile. Io ho iniziato da 10 come lui, poi lui è stato arretrato da play qui al Milan e anche io ora gioco da 6. Non devo parlare delle sue qualità, era incredibile, uno stratega in campo, ma anche come leadership. È stato fonte d’ispirazione per me e per il mio stile di gioco. Ognuno poi è diverso e cercherò di mettere in campo il mio stile di gioco“.
La prima uscita rossonera: “Grazie a mister Allegri per le parole spese dopo l’amichevole contro il Leeds. Per due mesi non ho giocato e quindi ho fatto un po’ fatica a trovare il ritmo, ma mi sono sentito libero in campo. Ho cercato di fare il mio gioco. Poi chiaro, dopo due giorni non è facile. Poi nessuno ti chiede da quanto tempo ti alleni con la squadra, ma ti chiede di performare. C’è grande margine di miglioramento nel mio gioco, sono sicuro di riuscire a continuare a crescere“.
Trionfi: “Obiettivi? Questo club merita di vincere tanti trofei. A livello personale sono quelli di vincere partite e trofei, come questo club merita“.
I campioni: “Modric? Come ho già detto, in questo club ci sono stati giocatori fantastici. Tutti sanno i campioni che hanno vestito questa maglia, io sono orgoglioso di vestirla. È incredibile quando accanto a te ci sia un giocatore con così tanta esperienza in carriera. Non può che essere d’aiuto giorno dopo giorno. Cercherò di godermi questa cosa e crescere con lui“.
Il sogno: “Quando ero piccolo, venivo a San Siro, in particolare contro il Barcellona in Champions. Ho sempre sognato di diventare professionista, sono cresciuto con il Milan e il Barcellona, erano queste le due squadre con cui sono cresciuto. Ora che vesto questa maglia, è una sensazione incredibile. Faccio fatica a trovare le parole giuste. È incredibile. Ora voglio solamente rendere i tifosi e la società felici“.
Le voci di mercato: “È stata una stagione fantastica con il Club Brugge e per me era importante chiuderla senza rumors. Non appena si è conclusa, il mio agente mi ha detto che forse il Milan poteva essere un’opzione, ma ancora non era chiaro e anche per lui era importante che riposassi. Poi in vacanza mi ha confermato questo interesse e dopo aver parlato con lui, ho parlato con Igli Tare di questo progetto: è stata una sensazione incredibile, è stato come un regalo in vacanza. Sono orgoglioso“.
Saper giocare ovunque: “Ruolo? Alla fine lo deciderà l’allenatore. Penso che nel calcio moderno, a centrocampo ci siano così tante rotazioni e bisogna adattarsi nel fare più costruzioni, scendere un poco perché l’altro centrocampista è salito. Vedremo come il mister vorrà giocare. Io ho giocato anche da numero 10, ma anche da numero 6. Per me non importa“.
Su Xhaka: “Grazie mille al ct Yakin per le sue parole. Penso che Xhaka abbia avuto una grande carriera ed è ancora un fantastico giocatore. Condividiamo le stesse origini albanesi, siamo cresciuti con questa grinta, questo fuoco dentro, che sia una partita di calcio o un’altra cosa. Ce l’abbiamo dentro, quando siamo in campo vogliamo vincere. Voglio dare anche questo alla squadra per far sì che senta questo fuoco in campo. Più riusciremo a metterlo in campo, più riusciremo a vincere. Il calcio è anche emozioni, spesso la partita viene vinta da chi la vuole di più. Dare quella spinta in più è determinante“.
Le dichiarazioni di rispetto di Ausilio: “Grazie anche al direttore Ausilio per le sue parole. Devo dire che io ho sempre voluto il Milan, non appena ho saputo di questo interesse, non ho avuto altre idee. Anche se ci fossero state altre squadre italiane su di me, il mio obiettivo era il Milan“.
La stracittadina: “Derby? So quanto sia importante per i tifosi, ma non solo quello: dobbiamo riportare la squadra dove merita. Sicuramente daremo tutto per batterli“.
La Serie A: “Il calcio italiano? Sicuramente il livello è diverso, è molto più fisico rispetto al Belgio, anche se pure lì il calcio sta crescendo molto come visto in Champions. Non è però solo una o due partite, qui è tutta la stagione. Non è solo il sogno del Milan, ma anche giocare in Serie A: queste due cose sono tutto ciò che volevo per la mia carriera. Non vedo l’ora di scoprire il livello. Ho la sensazione, anche in spogliatoio, che le cose siano diverse rispetto al Belgio o la Svizzera“.
Lo spogliatoio: “Chi mi ha colpito dei miei compagni? La cosa che mi ha più impressionato è l’armonia in spogliatoio tra giocatori e staff, ho percepito molta saluta in termini di comunicazione e di stare bene insieme. La prima volta che ho visto Modric accanto a me mi ha colpito. Vederlo in allenamento e in partita, con dei piccoli gesti ti facilita proprio“.
Ringraziamenti sentiti: “Alla fine è stata una trattativa fantastica da parte mia con il Milan. Sin dal primo giorno sono stato trattato benissimo dal direttore Tare, poi ho parlato anche con Ibrahimovic che mi ha fatto una presentazione del club. Durante queste settimane, Tare mi ha mostrato grande interesse e mi ha dato la fiducia sul fatto che ce l’avremmo fatta, indipendentemente da tutto, e che avrebbe lottato fino alla fine per portarmi qui. Quando hai a che fare con persone del genere, ti danno qualcosa in più per fare di tutto per concretizzare l’affare. Sono orgoglioso per tutti coloro che hanno riposo in me la fiducia, anche tutto il board di questo club. Voglio ringraziare tutti. Voglio ringraziare Tare, so delle mie origini albanesi, siamo qui per aprire una nuova era“.
La difesa: “Penso che aiuterò la squadra sia in fase difensiva che offensiva, nella fase di costruzione anche. Cercherò di dare il fuoco per difendere la porta. Non concedere gol è la prima cosa che dobbiamo fare in campo. Faremo gol di sicuro“.
Una promessa: “Quale foto vorrei scattare alla fine di questa stagione? Per me la cosa più importante è avere successo con il club. A livello personale rimanere sano. Voglio vincere il più possibile, sono sicuro che sarà una grande stagione“.
Il suo compito: “Credo che ogni giocatore ami fare gol e servire assist. Da parte mia cercherò di aiutare la squadra, poi successivamente penserò a gol e assist. Che faccia gol io o i miei compagni non importa, l’importante è dare il mio contributo, fare in modo che abbiano fiducia nel giocare“.
La Svizzera: “Abbiamo un’ottima rosa in Nazionale. Abbiamo qualità per battere nazionali più forti rispetto alla nostra, non dobbiamo nasconderci. Ambizioni del Milan? Non sono certo io a dover parlare della storia, sappiamo che l’obiettivo è vincere partite e come ho detto: quando vinci partite, vinci anche trofei“.


