Inter, primi segnali di stanchezza? Il Milan vuole provare a riaprire il campionato

L’Inter sta, senza se e senza ma, asfaltando il campionato fino a questo momento. 22 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte in ventisette gare disputate sono un ottimo bottino e il primo posto in classifica è più che meritato. Il Milan, dal canto suo, ha conseguito una striscia di ventiquattro partite consecutive senza perdere, eppure si ritrova secondo con 10 punti di distacco dai cugini.

Il derby che può cambiare il campionato

Entrambe le milanesi stanno disputando un grande campionato, solido e concentrato, ma chiaramente i nerazzurri hanno almeno una marcia in più. Ai rossoneri non rimangono che 11 partite al termine della stagione: il campionato è l’unica competizione in cui sono ancora in gara (non avendo però disputato le coppe europee) e non vorrebbero buttare tutto nel cestino proprio ora.

Il derby di domenica è fatalmente importante per entrambe. Chiunque la vinca festeggerà un po’ più del solito: l’Inter potrebbe archiviare il discorso campionato, volando sul +13; il Milan potrebbe invece riaprirlo. Una eventuale vittoria del Diavolo, infatti, porterebbe Allegri a 7 punti di distanza, vincendo un altro scontro diretto. Insomma, c’è curiosità nell’aria: tutti aspettano la gara di domenica sera, che segnerà una vera e propria svolta.

Inter, primi segnali di stanchezza

Proprio in quest’ultimo periodo, quello che dovrebbe essere il momento giusto per azzannare le prede ferite, l’Inter però sembra rallentare un attimo, se così si può dire. Tutto è iniziato circa tre settimane fa con Inter–Juventus. Tralasciando il “caso Bastoni“, i nerazzurri non hanno giocato una bella partita, rischiando di non riuscire a vincere neanche con l’uomo in più per oltre 45 minuti. Hanno vinto, ma la gara potrebbe aver lasciato degli strascichi.

Inter-Juventus: l'espulsione di Pierre Kalulu per mano dell'arbitro La Penna e l'esultanza di Alessandro Bastoni (Photo Credit: Alessio Morgese / DPPI / Shutterstock / IPA via IPA Agency)
Inter-Juventus: l’espulsione di Pierre Kalulu per mano dell’arbitro La Penna e l’esultanza di Alessandro Bastoni (Photo Credit: Alessio Morgese / DPPI / Shutterstock / IPA via IPA Agency)

La partita dopo, infatti, gli uomini di Chivu affondano 3-1 sotto i colpi del Bodo Glimt (gara di andata dei playoff di Champions League), dimostrando limiti che finora raramente avevano scoperto. Tre giorni dopo la Beneamata fatica contro un Lecce non irresistibile, ma riesce comunque a portare a casa i 3 punti nel finale. Poi di nuovo i norvegesi, che anche a San Siro si dimostrano più forti, eliminando l’Inter dalla massima competizione europea. Segnali preoccupanti?

Tutto a posto (o così sembrava): il 2-0 contro il Genoa riaccende gli umori e rilancia i nerazzurri dopo le delusioni di coppa. Prima del derby, infine, ecco il Como (semifinale d’andata di Coppa Italia): 0-0. Partita a tratti noiosa e priva di spunti geniali o grandi occasioni. Che Chivu l’abbia preparata per limitare al massimo il dispendio fisico in vista di domenica? Insomma, solitamente non è mai una buona idea staccare la spina di punto in bianco.

Il dato che accende una spia

Inoltre, un altro dato impressiona: 0 gol e 0 tiri in porta. L’Inter, in 41 partite (considerando tutte le competizioni) giocate durante questa stagione, solo in 3 occasioni non ha segnato: Inter–Liverpool 0-1, Inter–Milan 0-1 e Como–Inter 0-0. Ciò che più impressiona sono proprio i 0 tiri in porta nell’ultima, contro il Como. Nelle precedenti sconfitte sopracitate non era mai venuto a mancare il gioco o le occasioni: contro i Reds i nerazzurri hanno tirato 2 volte, mentre contro il Milan ben 6 volte. Questa volta, invece, 0.

Questi numeri non devono per forza essere letti come il segnale di una crisi imminente, ma rubano comunque l’occhio. Un attacco da 64 reti in campionato che fa cilecca non è proprio da tutti i giorni, considerando anche le pesanti assenze di Lautaro Martinez e Bonny. Chivu, infatti, nella vicina Como si è presentato con un solo attaccante titolare, Pio Esposito, uscito poi per far spazio a Thuram nella ripresa. Certamente sono tanti i fattori che hanno portato a questa siccità offensiva, ma è anche chiaro che in casa nerazzurra si stia accusando un minimo di stanchezza (più che comprensibile).

Dal Derby d’Italia del 14 febbraio, l’Inter sta giocando ogni tre giorni, per un totale di 6 partite in 3 settimane e con diversi infortuni. Ora, domenica, un Milan riposato e fresco quale dovrebbe essere ha l’obbligo e il dovere morale di crederci. L’inferiorità della rosa è evidente, anche solo dal distacco in campionato, ma i risultati positivi delle ultime sei stracittadine dovrebbero dare un po’ di morale al Diavolo.

A meno che la partita di Como non fosse solo una semplice strategia, qualche spia in casa Inter si è accesa: Milan, ora o mai più.

Inter-Milan: la parata di Mike Maignan sul rigore di Hakan Calhanoglu (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Inter-Milan: la parata di Mike Maignan sul rigore di Hakan Calhanoglu (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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