Inter-Milan: il derby di stasera sarà fondamentale anche per Cardinale

Probabilmente, Gerry Cardinale si aspettava una prima stagione da proprietario del Milan più “tranquilla”, trascinata dall’onda emotiva di uno Scudetto appena vinto, e che lui stesso aveva festeggiato in piazza Duomo quando ancora non era ufficialmente il numero uno di via Aldo Rossi. Ed invece, tra risultati di campo e vicende extra-terreno di gioco, qualche grattacapo il patron di RedBird ce l’ha. Ma Gerry non è uomo che si lascia abbattere dalle prime difficoltà: lo dice la sua storia personale e, soprattutto, professionale.

Lui che si è costruito da solo, partendo dal basso, arrivando in Goldman Sachs (una delle più grandi banche d’affari del mondo, ndr) e divenendone partner, per poi decidere – dopo venti anni nel private equity – di “spiccare il volo” creando un fondo tutto suo, quel RedBird che oggi, oltre al Milan, detiene l’85% del Tolosa ed il 10% della società che controlla la maggioranza delle azioni del Liverpool, oltre ad interessi nel baseball, nell’hockey ghiaccio e nel cricket.

Come dicevamo, il 2023 è iniziato sulle montagne russe per Cardinale: ad inizio anno l’inchiesta del Corriere della Sera che ha posto dubbi sulla proprietà rossonera, ricomponendone tutta la catena di controllo ed arrivando alla conclusione che «nessuna persona fisica in ultima istanza ha più del 10% del club, e dunque nessuno controlla il Milan», il tutto all’interno di un’operazione in cui Elliott ha garantito un prestito da 600 milioni al 7% di interesse, che costa 115mila euro al giorno al fondo guidato da Cardinale.

Inter-Milan, Cardinale chiede compattezza e riscatto

Dopodiché, le indagini della Procura di Milano partite da un esposto dell’ex socio di minoranza Blue Skye, che denuncia un’appropriazione indebita nella cessione da Elliott a RedBird in virtù di una presunta “perdita di garanzia sul finanziamento per oltre 100 milioni” e di un’altrettanto presunta opacità nel processo di vendita del club rossonero. RedBird non ha commentato, preferendo i fatti alle parole, nel pieno stile del suo patron, riservato e poco avvezzo ai riflettori. Cardinale ha “risposto” ufficializzando l’ingresso nel CdA rossonero di Randy Levine – dal 2000 presidente dei New York Yankees, il marchio sportivo più conosciuto al mondo – con l’obiettivo di far crescere il Diavolo in ambito commerciale e non solo.

È chiaro che questa crescita a 360° del Milan non può prescindere dai risultati in campo, ed è qui che Gerry deve affrontare le note più dolenti. I rossoneri oggi sono quinti in classifica, a -13 dal Napoli capolista, fuori dalla Coppa Italia e annichiliti dall’Inter in Supercoppa Italiana. Domenica scorsa – svegliatosi all’alba newyorkese – Cardinale ha assistito alla debacle contro il Sassuolo, ma dagli States è arrivato un messaggio chiaro: compattezza, perché la crisi va arginata con unità d’intenti e scelte condivise.

Se a questo aggiungiamo il malcontento dei tifosi per i mancati investimenti sul mercato invernale, si comprende come il derby costituisca una cartina di tornasole fondamentale per la prima stagione da patron di Cardinale, in attesa di vederlo nuovamente di persona accanto al “suo” Milan, probabilmente il prossimo 14 febbraio in occasione dell’ottavo di Champions a San Siro contro il Tottenham.

Milan: Gerry Cardinale a Milanello (Photo by AC Milan/AC Milan via Getty Images) RedBird
Milan: Gerry Cardinale a Milanello (Photo by AC Milan/AC Milan via Getty Images)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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