Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta è stato ospite dell’evento Your Next Milano promosso da Assolombarda. Il dirigente nerazzurro ha fatto il suo intervento accanto al collega rossonero Paolo Scaroni: ecco le sue dichiarazioni.
Marotta: «Ottimo rapporto con il Milan»
«Andiamo in Norvegia a rappresentare Milano. Spero tanto che Milan e Inter possano sopravvivere. Abbiamo un ottimo rapporto. Siamo già abbastanza abituati a viaggiare in sintonia».
E sul nuovo San Siro…
«Stadio? È un processo di grande innovazione per la città di Milano, per lo sport milanese, per il calcio, per i due club che rappresentano sicuramente il massimo di quello che è lo sport cittadino. Lo stadio nuovo è un’esigenza che sentiamo di avere. Intanto dobbiamo ringraziare il sindaco Sala per la determinazione nell’aver raggiunto questo obiettivo, difficoltoso e pieno di insidie, strane ma vere. San Siro è un’icona, rappresenta qualcosa di storico e straordinario. L’innovazione porta anche a dire che esistono oggi degli standard moderni di sicurezza, ospitalità, quelli che rappresentano la casa del tifoso. È il caso di Milan e Inter, anche se è l’unico esempio al mondo che presenta due cuori e due tifoserie. Oggi andare allo stadio non dovrebbe essere solo vedere la partita, ma anche vivere intrattenimento prima e dopo. Dopo purtroppo in Italia non esiste la cultura della sconfitta, perché se si perde bisogna andare a casa veloci, altrimenti si rischiano scontri fra tifoserie».
Marotta conclude: «Negli ultimi 20 anni in Europa sono stati costruiti 198 stadi e solo 4 in Italia. Siamo il fanalino di coda. Lo stadio era necessario, fermo restando il grandissimo rispetto per San Siro. È un contenitore di emozioni lo stadio. Siamo riusciti oggi ad essere proprietari di San Siro e iniziare questo lungo percorso, con la speranza di essere presenti ad un avvenimento che porta lustro alla nostra Nazione come l’Europeo 2032. Spero tanto che si riesca a far sì che Milano sia rappresentata. Sono molto ottimista, ma ci sono ancora tantissime difficoltà».


