La cronaca è quella di una separazione annunciata, ma Stefano Pioli ha fatto vedere a Lecce quanto la squadra sia con lui. Oltre alla bella prestazione offensiva e il ritmo alto, le richieste di pressing e di non fermarsi mai sono state esaudite dai suoi. La Gazzetta dello Sport riporta come il mister abbia stretto un vero legame di fiducia con i suoi da un particolare, non banale: chiama tutti per nome o soprannome. E le sue urla in uno stadio vuoto rimbombano e si nota bene come alla richiesta seguano i fatti.
Le mosse tattiche
Ralf Rangnick è pronto a fargli le scarpe sulla panchina rossonera, ma Pioli si giocherà questo ultimo mese e mezzo in maniera spavalda. La partita preparata a Via del Mare è andata in scena alla perfezione. Quasi da dire buona la prima, dato che l’offensiva leggera a quattro, a Torino, era durata solo 17 minuti prima che Ante Rebic si facesse cacciare. La macchina dei trequartisti è risultata perfettamente oliata, come se fosse uno scenario consolidato. In realtà era la prima volta che Samuel Castillejo, Giacomo Bonvaventura e Hakan Calhanoglu, giocavano insieme sulla linea dietro la punta. Interscambi di posizione, palloni cercati tra le linee e scambi veloci hanno messo in crisi il sistema pressing del Lecce.
Mobilità
Le richieste di mobilità di mister Pioli, dunque, sono state esaudite. I primi due gol nati dal piede di Calhanoglu arrivano dal centrodestra del campo, ovvero la parte opposta del campo in cui il turco doveva agire. Castillejo che ha raccolto il primo cioccolatino del 10, era in area di rigore e ha fatto vedere anche ottimi ripiegamenti difensivi a tutto campo. Rebic e Jack si sono mossi molto bene, lasciandosi spazi e prendendoseli a vicenda.
Contro la Roma, avversario sicuramente più ostico, il Milan forza 4 proverà a far vedere che non è stato solo un caso. Tra loro, solo Bonaventura non è un titolare di questa squadra. E nonostante sia destinato anche lui a salutare Milanello, farà di tutto per impensierire il mister e concedergli altre chance nonostante il ritorno di Zlatan Ibrahimovic. Se è vero che esistono “due Milan”, uno societario e l’altro di campo, a Lecce abbiamo visto che almeno uno dei due è unito e compatto. Quello che serve per andare in Europa League.

