Il Milan di Cardinale vuole cambiare la storia. Ma oggi le idee americane non bastano ancora

Da Casa Milan la sensazione è quella di un club che abbia deciso di aprire una fase completamente diversa rispetto al recente passato. Più presenza della proprietà, una struttura ridisegnata e la volontà di costruire un’identità forte. Un progetto ambizioso, che dovrà inevitabilmente superare la prova più difficile: quella del campo e dello scetticismo accumulato.

Lasciando Casa Milan, al termine della giornata che ha accompagnato la presentazione di Ruben Amorim affiancato da Gerry Cardinale, la sensazione più forte non è stata legata a un acquisto, a una frase o a una promessa. Piuttosto, l’impressione è quella di un Milan che stia cercando di riscrivere il proprio modo di essere. Prima ancora che una rivoluzione tecnica, sembra voler essere una rivoluzione culturale. Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante di un’estate che, inevitabilmente, sarà giudicata soprattutto dai risultati.

Il cambio di metodo

La percezione è che la proprietà abbia deciso di assumere un ruolo diverso rispetto agli ultimi anni. Non tanto nella quotidianità del campo, quanto nella costruzione dell’identità del club, accorciando le distanze tra chi prende le decisioni, chi le mette in pratica e chi dovrà poi trasferirle alla squadra. Il concetto che sembra emergere è quello di diventare un vero agente di cambiamento, non limitandosi a intervenire sui singoli tasselli, ma cercando di incidere sulla cultura organizzativa del Milan. Una visione ampia, che prova ad andare oltre il mercato e oltre la prossima partita.

Un progetto… americano

È una prospettiva che, sulla carta, può avere una sua logica. Il calcio italiano, non soltanto il Milan, ha bisogno di società capaci di innovare processi, organizzazione e mentalità. Pensare di costruire un club moderno, con responsabilità definite e una filiera tecnica compatta, non è certo un obiettivo da criticare. Anzi. Il punto è un altro: questa è una prova praticamente da zero. E come tutte le prove che puntano a cambiare un sistema consolidato, porta con sé un livello di rischio enorme. Anche perché, va detto (e la cronaca politica del momento lo conferma), quando l’America si mette in testa di “estirpare” l’italianità difficilmente ne esce trionfante. E Cardinale, oggi più che mai, non sembra un tipo da “mezze misure”, scottato com’è dalla gestione delle quattro stagioni rossonere con lui proprietario.

Non basta un mercato rutilante

Per questo, almeno oggi, è difficile lasciarsi trascinare dall’ottimismo. Non perché manchino le idee, ma perché di idee il calcio è sempre stato pieno. Quello che farà la differenza sarà la loro applicazione. Sarà il modo in cui questa nuova organizzazione reggerà ai primi momenti di difficoltà, alle inevitabili pressioni e alla richiesta di risultati immediati che accompagna ogni stagione del Milan. Nemmeno un mercato importante potrà cambiare da solo la percezione. Serviranno acquisti giusti, certo, ma soprattutto servirà che ogni scelta trovi continuità dentro un progetto riconoscibile. Perché nessun investimento, nemmeno il più oneroso, modifica automaticamente la cultura di un club.

Il tempo dirà molto, forse tutto

Oggi restano tante parole, tante intenzioni e una visione che appare chiara nella sua ambizione. Ma il calcio, come sempre, chiede altro. Chiede coerenza, continuità e vittorie. Il tempo potrà dirci se questo nuovo corso fatto di un team nuovo nel panorama del nostro calcio rappresenterà davvero l’inizio di un cambiamento o soltanto l’ennesimo tentativo di ripartire. L’abbrivio della stagione sarà già un primo indicatore. Da lì si capirà se le sensazioni raccolte in queste settimane saranno state il preludio a un nuovo Milan oppure soltanto il racconto di un’estate piena di buoni propositi. Perché le idee possono indicare la strada, ma è il campo, come sempre, a stabilire se quella strada porta davvero da qualche parte.

Gerry Cardinale in conferenza stampa - MilanPress, robe dell'altro Diavolo
Gerry Cardinale in conferenza stampa – MilanPress, robe dell’altro Diavolo

1 commento

Comments are closed.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress