Ibrahimovic, è davvero il momento dell’ultimo ballo?

Quello che per il Milan potrebbe essere il match della vittoria del campionato di Serie A 2021-2022, può allo stesso tempo rappresentare l’ultimo ballo di Zlatan Ibrahimovic con la gloriosa maglia del diavolo. Un possibile addio dal sapore romantico, quasi come a chiudere quel cerchio di rinascita e conseguente ascesa: la stessa ascesa iniziata proprio da quando Maldini e la dirigenza hanno deciso di velocizzare la trattativa per riportare il gigante rossonero tra le mura Milanello, e provare a risanare una squadra totalmente – o quasi – allo sbaraglio.

Ibrahimovic 2.0

A prescindere dalle presenze, gli infortuni e i gol segnati, la seconda avventura di Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Milan è da voto 9,5. Chissà, che quel 10 non possa arrivare proprio domenica pomeriggio. Lo svedese ci ha messo anima e corpo, alle volte provando a superare i propri stessi limiti per stare in campo un pizzico in più, per aiutare i propri compagni, definiti addirittura figli da lui stesso, ma anche per dimostrare a sé stesso – ovviamente – quanto il fattore Z sia stato e sia tutt’ora, appunto, un fattore.

Ma l’aspetto mentale senza i dati e le statistiche – che parlano, sempre – non andrebbe da nessuna parte. E allora ecco un piccolo report completo della seconda avventura di Ibrahimovic come totem di questo Milan: 73 presenze fino ad ora, 36 gol segnati. Al fianco di queste presenze, però, spiccano inevitabilmente e anche in maniera comprensibile, gli acciacchi ed i numeri dei diversi match non disputati. Sono 48 in totale le partite saltate da inizio 2020 ad oggi: 38 per infortunio, 4 per Covid, 1 per influenza, 1 causa squalifica e 4 panchine.

Grinta, adrenalina, leadership, presenza dentro e fuori dal campo. Zlatan è decisamente tra i grandi artefici della rinascita qualitativa e mentale di un Milan che ha passato le pene dell’inferno nel corso di questa ultima decade. Adesso potrebbe lasciare romanticamente, proprio ora, proprio sul più bello, ma con il merito enorme di aver riportato il vecchio Milan tra le squadre più forti del nostro panorama.

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