Ibra dimostri di poter essere ancora il trascinatore della squadra e il Milan valuti bene se confermarlo

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Premessa: il ritorno di Ibra da molti osteggiato e dal sottoscritto caldeggiato un anno e mezzo fa è stato semplicemente salvifico per la storia recente del Milan. Ha restituito ai colori rossoneri la dignitá di una “squadra” con la S maiuscola, prima ancora che di una grande squadra. E se il Milan di Pioli ha vissuto un intero campionato tra il primo e il secondo posto lo deve principalmente al campione svedese che nell’anno solare 2020, in mezzo a tantissime difficoltá, è stato la chiave per la costruzione di un gruppo unito di professionisti dentro e fuori dal campo con un unico obiettivo comune. Nonostante gli evidenti limiti di una rosa modesta, nella quale spiccano solo due grandi campioni, il portiere e il centravanti, ancorché 39enne. Dunque, bene hanno fatto Boban e Maldini a prendere Ibra nel dicembre 2019 e bene ha fatto il Milan a rinnovargli il contratto per la stagione che sta volgendo al termine. Su questo non ci piove. Ma adesso bisogna necessariamente fare un passo avanti e pensare al futuro.
Domande (che vi pongo e che mi pongo): giunti a questo punto, ha davvero senso rinnovare per un altro anno a Ibra il contratto da 7 milioni? Ha senso dargli di nuovo in mano le chiavi non solo dell’attacco, ma di tutta la squadra? Ha senso impostare la nuova stagione dal punto di vista tecnico ed economico sullo svedese 40 enne?
Sappiamo perfettamente che il tema è tabù per tutta una serie di giornalisti e opinionisti schierati in servizio permanente a difesa delle scelte societarie. Quelli che “Ibra non si discute, Ibra può giocare fino a 50 anni, Ibra deve restare a tutti i costi”, ma come sempre ce ne freghiamo e decidiamo di analizzare i dati e dare uno sguardo al di lá delle banali posizioni ufficiali. Guardate questi numeri.
1. 40 anni
Lo svedese a settembre compirà 40 anni, età da ritiro per un portiere, figurarsi per un giocatore di movimento. E fondare un’intera stagione tra campionato e Champions League su un centravanti di 40 anni è una follia progettuale. Il Milan non è più nello stato di “squadra e società in crisi permanente” come un anno e mezzo fa. E quindi deve iniziare a pianificare, non solo a tamponare. A partire da un giocatore che possa e debba prendere il posto di Ibra.2. 24 partite
Nella stagione sportiva 2020/21 Ibra ha giocato finora 24 partite su 44 del Milan. È stato infortunato per più di metà delle partite totali e non si può certo immaginare che i guai muscolari gli diano tregua nell’annata successiva. Anzi statisticamente è probabile che Ibra nel 2021/22  farà meno partite di quest’anno. Lo dice la natura del corpo umano. A meno che qualcuno non creda davvero all’epica del “semidio” che lo svedese propugna costantemente dimostrandosi un ottimo marketing manager di se stesso.

3. 365 giorni
Sfumato il sogno scudetto, il grande obiettivo di Ibra in questo 2021 è provare a vincere l’Europeo con la Svezia, motivo per cui è tornato in Nazionale. Le rassegne estive delle selezioni lasciano il segno sulle stagioni successive di molti 25enni, figurarsi che cosa possa significare per un 40enne. Tanto più che, a causa della stagione 19/20 spezzata dal Covid, praticamente Ibra, partecipando all’Europeo, giocherebbe ininterrottamente per un anno intero.

4. 4 mesi
Osserviamo insieme questi dati. Dalla splendida vittoria di Napoli del 22 novembre 2020 sono passati 4 mesi e mezzo. Durante i quali il Milan ha giocato 31 partite totali. Sapete quante ne ha giocate Ibra? 13. 13 su 31 in oltre 4 mesi.
Nelle 18 partite senza Ibra sapete quante ne ha perse il Milan? 2. Solo due. E ha segnato 31 gol, una media vicina ai due gol a partita.

5. 5 sconfitte
Nelle 13 partite con Ibra invece il Milan ha collezionato 5 sconfitte, 5 vittorie e 3 pareggi.
In pratica in questi 4 mesi Ibra ha giocato meno di metà delle partite del Milan è, al di lá dei dati, è stato decisivo in sole 3 occasioni: la doppietta nel poker servito al Crotone, la doppietta di Cagliari e il gol di Firenze. A Bologna il Milan ha vinto ma lui ha sbagliato il rigore, a Roma i rossoneri hanno incassato i 3 punti quando lui è uscito per infortunio.
Questi dati dimostrano in maniera plastica che il Milan, anche questo Milan, può anche fare a meno di Ibra. E che la presenza dello svedese non è necessariamente sinonimo di vittoria. Anzi.

6. 11 mesi
Nei primi 11 mesi dal suo ritorno al Milan, Ibra aveva inculcato nei giocatori, soprattutto quelli giovani, l’importanza di mettere sempre la squadra davanti agli interessi dei singoli. Invece in questi ultimi 4 mesi Ibra ha più volte dato l’impressione di mettere il culto di se stesso davanti a tutto. Anche davanti alla squadra. La “sua” squadra. Lo ha dimostrato quando ha compromesso il passaggio del turno in Coppa Italia per un’inutile e inguardabile gazzarra con Lukaku. Lo ha dimostrato quando per una settimana ha fatto il presentatore del Festival di Sanremo, con tanto di corsa in moto per evitare il traffico. Lo ha dimostrato quando, subito dopo aver recuperato dall’ennesimo infortunio, ha deciso di sovraccaricarsi anche delle partite in Nazionale svedese.

7. 7 milioni
Per la prossima stagione Ibra chiede nuovamente un ingaggio netto da 7 milioni. Uno stipendio che, per una squadra con le difficoltà economiche del Milan che non partecipa alla Champions League da 8 anni, è riservato a un titolare inamovibile. Difficilmente il Milan, Donnarumma a parte, potrá permettersi altri ingaggi da 7 milioni o più. Rinnovare il contratto di Ibra a 7 milioni significherebbe precludersi la possibilità di ingaggiare un altro attaccante di livello. Oltretutto con un ingaggio da 7 milioni si darebbe a Ibra la conferma della sua inamovibile titolarità anche per la prossima stagione.

Conclusione. È fondamentale che nelle restanti 9 partite di campionato Ibra dimostri di poter essere ancora il trascinatore della squadra e che completi lo splendido lavoro cominciato un anno e mezzo fa riportando il Milan in Champions League. Per pianificare la prossima stagione con Ibra, l’unico che può guardarlo in faccia e convincerlo ad accettare un ruolo e uno stipendio diversi da quello della superstar è Paolo Maldini. L’ex capitano concluse a 41 anni la sua splendida carriera accettando un ingaggio da 2 milioni annui, facendo da “chioccia” a Thiago Silva, giocando quando c’era bisogno e quando il fisico glielo consentiva. Ecco, l’unico che potrebbe far accettare a Ibra un ruolo diverso da quello attuale è Paolo Maldini. Da questo passaggio delicato dipenderà molto dell’imminente futuro rossonero.

Guarda il video su Ibra realizzato da Cristiano Ruiu TV dopo la sosta delle nazionali. Il titolo presago era: “É ora di pensare al Milan”. Ecco il link: https://youtu.be/K0bjIK54HUo

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