Il Milan di Stefano Pioli al comando della classifica del campionato si appresta a prepararsi per il ritorno sul rettangolo di gioco dopo questa breve sosta natalizia. Di vitale importanza sarà infatti rientrare con lo stesso spirito e la stessa consapevolezza con cui è stato chiuso questo incredibile 2020.
Se nel corso di un anno intero si è praticamente ribaltato qualsiasi tipo di pensiero che ruota attorno al mondo Milan, quell’unica cosa a non cambiare – seppur per diversi motivi – è l’attesa del ritorno in campo di Zlatan Ibrahimovic.
Aspettando Ibra, le due diverse sfaccettature
Sembra il titolo di un film, o ancora più banalmente, il solito titoletto di giornale che si appresta a raccontare la storia di un’attesa di cambio di rotta, che possa stravolgere quel momento dato. Il Milan, effettivamente, a distanza di 12 mesi si presenta a questo nuovo anno con lo stesso identico pensiero, e nell’attesa – appunto – di conoscere le condizioni del suo centravanti.
In effetti, questa storia etichettata con lo stesso “titolo”, subisce un incredibile cambiamento da un anno all’altro. L’episodio pilota, la parte prima di questa “stagione” è datata 6 Gennaio 2020, il ritorno in campo nel nuovo anno. Dopo la disfatta di Bergamo, quell’indescrivibile 5-0, la dirigenza del Milan (la stessa che portava avanti l’unico pensiero fisso della famosa linea verde) si è vesta costretta ad alzare il telefono per digitare un numero collegato direttamente alla Svezia.

Convincere Zlatan Ibrahimovic a fare ritorno in quella che viene considerata da tutti la sua vera casa: forse, principalmente, per placare l’ira e la frustrazione del popolo rossonero; poi, in successione, nella speranza che il solo Zlatan potesse risollevare una squadra totalmente a pezzi, senza una vera coesione logica.
Aspettando Ibra, parte 2: cosa è cambiato
Ad un anno di distanza da quell’arrivo che sapeva tanto di speranza e scetticismo, è davvero cambiato il mondo intero. Il Milan aspetta il ritorno in campo di Zlatan Ibrahimovic in questo 2021, ma lo fa con un pensiero totalmente diverso. Lo scorso anno, il chiodo fisso – legato inevitabilmente anche al momento estremamente difficile della squadra – era cosparso di domande su come stesse realmente lo svedese. La risposta la conosciamo tutti.
Un anno dopo, il Milan aspetta il suo numero 11 senza farsi troppe domande perché ha già avuto la prova di avere uno degli attaccanti più forti, che nonostante l’età, lo scetticismo, le discussioni, zittisce tutti grazie alle prestazioni, al carisma, ai gol. Oggi, il film di gennaio “Aspettando Ibra” ha un sapore totalmente diverso, che non preoccupa nessun tifoso rossonero, se non nell’attesa di rivederlo presto in campo.



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