Oggi, mercoledì 23 aprile, si gioca il derby di ritorno di Coppa Italia: chi vincerà accederà alla finale. Per il Milan sarà l’ultima possibilità di salvare una stagione fino a questo momento non brillante: nono posto in Campionato, eliminato dalla Champions League dal Feyenoord, con troppi gol subiti e tanti scontri diretti persi.
In occasione del derby Gullit è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport: l’olandese è stato chiaro e senza peli sulla lingua affermando che manca il DNA, ma che con la vittoria della Coppa Italia si salverebbe la stagione. Di seguito le dichiarazioni.
DERBY DI COPPA – “Se il Milan vuole salvare la stagione deve vincere la Coppa Italia. Perché è un trofeo e perché apre le porte dell’Europa League, che al momento sono chiuse. Lo so che parlando di titoli quest’anno è arrivata la Supercoppa italiana ma quella è stata una sorpresa e non dico che sia già stata dimenticata, ma è isolata, è un ricordo. I tifosi non sono felici, non sono contenti del gioco della squadra. Un po’ come succede al Chelsea, un altro club al quale sono affezionato, anch’esso in mano a proprietari americani e che al momento è in cerca del proprio Dna. I tifosi si chiedono: “Cosa sta
succedendo?””
INTER, PERFETTAMENTE RICONOSCIBILE – “Esatto! Un’ottima squadra, una filosofia tanto di gioco come societaria molto precisa ed identificabile, il Dna in evidenza: tutti sanno come gioca l’Inter e cosa aspettarsi, in campo e fuori”.
IL LAVORO DI CONCEICAO – “Non sono certo io che devo pronunciarmi sulla sua continuità o meno, ma al Milan devi vincere. Per questo sottolineavo l’importanza della Coppa Italia. Conceiçao è un buon allenatore ma è arrivato in un momento difficile, prendere una squadra a metà stagione è sempre complicato. Ha avuto un colpo di
fortuna a vincere la Supercoppa, nessuno se l’aspettava. Quel successo poteva essere una base sulla quale costruire qualcosa ma non è stato così. Il Milan deve andare in Champions altrimenti non si può parlare di una buona stagione. Quello è il palcoscenico del Milan”.
LE 14 SCONFITTE DEL MILAN – “Tante, tante. Troppe. Mi dispiace per i giocatori ma
soprattutto per i tifosi. È dura. Questo Milan è irriconoscibile. I tifosi vogliono continuità, non una bella partita e poi tante difficoltà”.
IL FUTURO ROSSONERO – “Sinceramente, non lo so. Sono stato lì prima di Natale per la partita col Genoa ed è stato orribile, orribile. Il milanista fatica ad accettare questa realtà,
non la riconosce. Parlavo di Dna perché è fonda mentale ritrovare la tua essenza, il gioco che fa parte della tua identità. Penso al Liverpool: è andato via Klopp, hanno preso Slot ma non si sono snaturati, la gente riconosce i tratti distintivi del club. Il Milan deve decidere cosa vuole essere e poi prendere l’allenatore e i giocatori per mettere in pratica questa idea”.


