Il noto conduttore televisivo Gerry Scotti è da sempre un grande tifoso del Milan e di raccontare questa passione si è occupata la Gazzetta dello Sport nell’intervista odierna pubblicata sulle pagine del quotidiano. Dagli anni ’60 fino ad oggi: un amore che non muore mai.
Sulla sua passione rossonera: “Milanista lo era il mio papà, lo è mio figlio Edoardo e, con il contributo fondamentale del mio consuocero che ha regalato maglie rossonere ai neonati, lo sono i miei nipoti Virginia e Pietro. Ricordo la mia prima partita, con papà a San Siro in un freddo novembre, ero un bimbetto con le braghe corte ed eravamo nel parterre. Ricordo che i tifosi ce l’avevano con Altafini che quel giorno aveva poca voglia di giocare: ‘El gh’ha minga voeuia’, gli dicevano. A un certo punto, mentre sono sulle spalle del mio papà, Altafini arriva davanti a noi mezzo sudato a prendere un pallone, mi vede e mi fa l’occhiolino… Cinque minuti dopo segna e io ho capito che il tifoso ha la critica facile. Ho visto anche il Milan di Pierino Prati e quello degli olandesi… Pensavo che dopo non ci sarebbe stato altro e arrivato a oggi forse non avevo torto. Sì, ci siamo presi altre soddisfazioni, abbiamo vinto altre competizioni, ma chi ha vissuto quegli anni lì ancora aspetta qualcosa di altrettanto grande. È una questione di cicli“.
Sul progetto Allegri: “Siamo tutti alla finestra. Io penso che Tare d.s. e Allegri in panchina siano le persone giuste al posto giusto per cominciare una ricostruzione. Però sono anche un po’ perplesso. Dico una cosa da bar: piuttosto che dare via Reijnders mi sarei indebitato. Non vedevo un giocatore così da anni e non mi sembra che quei soldi lì li stiano investendo con altri grandi acquisti. Forse voleva andare via lui, perché magari non vedeva un progetto. E se non lo ha visto lui che con uno sguardo vedeva tutto il campo… Poi sono contento dei nomi che sento, bene i giovani italiani, bene Ricci, bene pure Modric…“.
Su Modric: “Sappiamo che le squadre oggi devono pensare anche al marketing e a vendere un po’ di magliette, quella di Modric la prenderò anche io, per rispetto verso un grande giocatore. Che possa risolvere la situazione Milan per più di un anno sarebbe da Guinness dei primati, ma anche a mezzo servizio può tornare utile“.
Su Leao: “Gli diamo ancora quest’anno per dimostrare di essere uno dei tre più grandi talenti di questo secolo nel calcio, se non ce la fa non piangeremo, dovrà trovare altri stimoli e altre collocazioni, perché è un po’ che aspettiamo“.
Su Gattuso ct: “Non ho cambiato idea su Rino, all’Italia serviva qualcuno da doccia fredda e secondo me lui è adatto. Poi è uno che se lo fai inc… viene anche sotto la doccia e ti strofina lui! Lo faceva da calciatore figurati ora. Fa bene ad andare a vedere i ragazzi, perché alla fine credo che da noi manchi un po’ di coraggio: altrove fanno esordire giovani di 16-17 anni, noi abbiamo creato un caso Camarda e alla fine non l’abbiamo fatto giocare bene da nessuna parte. Io a quel punto l’avrei tenuto e ci avrei puntato. Magari a quest’ora avevamo l’attaccante invece di brancolare nel buio“.


