Il Milan è la peggior difesa del campionato. Insieme ad Atalanta e Lecce i rossoneri hanno subito 6 gol in tre partite. Sei gol praticamente identici, sintomo di un sistema tattico – specie in difesa – che va rivisto.
Gli expected goals concessi sono 5,67, perfettamente in linea con i gol subiti, mentre la distanza media dei tiri è sotto i 14 metri ed è la più bassa della Serie A. Ciò significa che il Milan concede la maggior parte delle occasioni dalla propria area.
La Gazzetta dello Sport pone in analisi quelle che sono le colpe dei rossoneri di questo inizio balbettante in difesa. Da Calabria ed Emerson Royal fino a Theo Hernandez e Tomori, ma anche Reijnders, Leao, Fofana. Il sistema di gioco del Milan è basato sull’aggressione e sul possesso, anche a livello difensivo, che porta però spesso a qualche lacuna di troppo. Gli uomini sopra la linea della palla si trovano quasi sempre esposti ai tre contro tre o quattro contro quattro.
Diverse azioni dell’ultima partita, quella con la Lazio, mettono in luce tutti i problemi della difesa rossonera ma soprattutto trovano in ogni azione uno o più colpevoli diversi. Andiamo con ordine. Già dopo due minuti la Lazio va in porta. L’errore è di Tomori che esce male sue Castellanos che duettando con Dia regala ai biancocelesti la prima palla gol. Pavlovic sulla linea è provvidenziale a sventare il pericolo e a scongiurare nuovamente uno svantaggio all’alba della partita.
Dopo 10′ e con il vantaggio acquisito ecco il primo allarme dalla sinistra verso destra, il classico dei gol subiti dal Milan in questo inizio di campionato. Tchaouna sbuca alle spalle di Terracciano, così come Bellanova era sbucato alle spalle di Saelemaekers o Dennis Man e Cancellieri alle spalle di Theo, ed è libero di colpire di testa. Fortuna del Milan che la conclusione non è delle migliori.
Va peggio all’ora di gioco, quando prima la Lazio pareggia e poi passa in vantaggio su due azioni fotocopia. Sul primo di Castellanos l’azione parte dalla metà campo, con Fofana che perde Dia alle spalle e Tomori che esce forte su Nuno Tavares, perdendolo. Anche Pavlovic questa volta – come poco dopo – non è perfetto ed il cross, favorito anche dal posizionamento di Reijnders, finisce tra i piedi del Taty che non perdona. Sul secondo una combinazione Nuno Tavares-Zaccagni manda in confusione Chukwueze prima ed Emerson Royal poi. Tomori non chiude il passaggio ed il pallone arriva dall’altro lato dove Dia anticipa Pavlovic e segna con un tocco facile facile.
Dopo la sosta il Milan dovrà sicuramente cambiare rotta. Forse con un cambio tattico, o forse con un cambio di formazione, ma soprattutto con un cambio di atteggiamento. Sul banco degli imputati adesso ci sono tutti, da Fonseca ai giocatori: qualcosa dovrà mutare.


