Che non fosse una novità è certamente risaputo, Sergio Conceicao aveva le ore contate molto probabilmente da quel tris di sconfitte che ha completamente cancellato ogni possibilità di quarto posto (Torino, Bologna e Lazio), o forse da molto prima, dopo l’eliminazione contro il Feyenoord. Difficile a dirsi, ma per la Gazzetta dello Sport, la decisione definitiva è stata presa alle 23 del 14 maggio, mentre i rossoneri ritiravano la medaglia d’argento della Coppa Italia e realizzavano che l’anno prossimo non si giocherà in Europa.
Poi la sconfitta contro la Roma non ha fatto altro che ufficializzare le cose. Per giunta, il tecnico portoghese venne espulso per reiterate proteste e parole non proprio dolcissime all’arbitro, saltando quindi l’ultima partita in un San Siro indiavolato. Già perché si prevede, come da comunicazioni della Curva Sud, una maxi protesta, che partirà da Casa Milan alle 17:00, trascinandosi in un corteo fino a San Siro, dove verrà disputata Milan–Monza per chiudere questa orrenda stagione.
Ci sarà quindi il suo vice, Joao Costa, che si occuperà di traghettare questo Milan per gli ultimi 90 minuti della stagione, per poi lasciare la panchina rossonera e Milano insieme a Conceicao. Come scrive sempre la Rosea, questa è la seconda volta per l’ex Porto fuori dalla top 8 in campionato, nel 2015-16 con il Vitoria Guimaraes, anche li da subentrato. Poi mai sotto il terzo posto con il Porto, ma il Portogallo non è l’Italia.
Che sia stata questa un’esperienza dimenticabile penso sia d’accordo lui stesso, che comunque nel post di Roma-Milan aveva rilasciato alcune dichiarazioni “speziate“, sapendo forse sarebbero state le ultime da allenatore del Milan, visto e considerato che non parlerà nella conferenza della vigilia di Milan-Monza. Chissà se mai se lo sarebbe immaginato dopo quella vittoria in Supercoppa e quel sigaro fumato negli spogliatoi…


