Como–Milan è alle porte. Questa sera, allo stadio Sinigaglia, andrà in scena il recupero della sedicesima giornata di Serie A tra due squadre dagli stili completamente opposti, ma terribilmente efficaci. Fabregas vs Allegri è certamente una sfida tutta da vivere, come riporta la Gazzetta dello Sport.
Fabregas vs Allegri: sono davvero così diversi? Si
Lo stesso quotidiano butta giù una sorta di sfida nella sfida tra due allenatori con idee di calcio opposte. Fabregas vuole la palla tra i piedi e non si snatura. È stato lui stesso a confermarlo, dicendo che: “Preferisco perdere con le mie idee, che perdere snaturandomi“. Sta tutto qui il punto, nella parola “perdere“. I rossoneri finora hanno perso solamente una gara in campionato: la prima contro la Cremonese, poi sono sempre stati in grado di tirar fuori dalla “spazzatura della partita“, almeno un punto.
Perdere non è un’idea quando alleni il Milan, e qui si ritorna alla differenza di idee: a Como si può scegliere di non guardare la classifica, è una squadra comunque in grande crescita e ha la volontà di diventare una big, ma giustamente se la prende con il suo tempo, senza avvertire pressioni inutili; a Milano, non si può prescindere dalla classifica, i primi 4 posti sono fondamentali, così come è poi fondamentale almeno lottare per lo scudetto

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È uno step che, prima o poi, Fabregas dovrà fare, che gli piaccia o meno. Se vuole diventare un grande allenatore in una grande squadra, sarà costretto a cambiare qualcosina, per quanto l’orgoglio al momento sembri eccedere.
Difficile fare paragoni tra i due al momento, sono praticamente opposti. Uno ha iniziato la carriera da allenatore in B, nel Como, e adesso si ritrova in A come da lui promesso, sempre con i lariani; l’altro è partito dal basso e si è fatto tutta la categoria facendo la propria – dovuta – gavetta, poi in Italia ha vinto tutto.
Cesc punta sul possesso palla, Max vorrà aggredire gli spazi
Oggi sarà la sfida tra possesso palla e riaggressione. Il Como, contro il Cagliari o contro il Pisa, ha toccato picchi di 73-75% di possesso palla a fine partita, mentre la percentuale media del Milan contro le big è di circa del 39%, segno di come i rossoneri si abbassino e lascino giocare gli avversari, per poi aggredire gli spazi con Leao o Pulisic in contropiede, con la gamba di Rabiot o la visione straordinaria di Modric.
Insomma, sarà una gara da godersi seduti belli comodi, e che vinca il migliore, anche se Allegri potrebbe dire: “Basta che non si perda“.



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