“Errori da circo e ridicoli” è stata la definizione data da Conceicao ai gol subiti dal Milan ieri, ma non solo. Un’annata difficile da definire: perché si, è vero, si è vinto un trofeo che mancava certamente da tempo e si è in corsa per un altro che non si vince da decenni, ma questi sarebbero dovuti essere i due obbiettivi minimi.
Invece la corsa per il quarto posto non fa altro che complicarsi, e i rossoneri sono fuori dalla lotta scudetto da novembre (andandoci larghi). E a proposito di scudetto, vi ricordate la difesa di quell’anno? Calabria, Kalulu, Tomori e Theo Hernandez fecero faville, soprattutto nella seconda metà di campionato, subendo solo due gol nelle ultime 11.
La Gazzetta dello Sport fa il punto di quelli che c’erano e quelli andati. Calabria, al tempo sulla strada per diventare capitano, ora è dovuto andar via anzitempo per una convivenza diventata insostenibile; Kalulu è stato mandato in fretta e furia alla Juventus, favorendone la rinascita; e infine Tomori e Theo Hernandez, sono i due “superstiti“.
L’inglese ha resistito ai tentativi di cessione da parte della società, dichiarando ripetutamente amore al Milan, ma le sue prestazioni dal 2022 in poi sono spesso state altalenanti e a volte anche troppo. Il terzino francese, invece, tra i migliori al mondo in quel periodo, ha iniziate una fase di regressione, fino ad arrivare al punto di non ritorno: il doppio giallo in Champions League con il Feyenoord.
Insomma, si può dire che quella difesa sia esistita per troppo poco, sfaldandosi lentamente come un pò tutto il Milan. Ora i titolari cambiano spesso, i quattro centrali sono Thiaw, Pavlovic, Gabbia e Tomori, tutti mediamente buoni giocatori, ma con una fase difensiva spesso da rivedere, seppure in alcuni casi migliore di quella dell’anno scorso. Gli “errori da circo” però sono drammatici, ed è ovvio che – vedendo queste cose – la mente del tifoso ritorni indietro a quando “si stava meglio“.


